lunedì 1 marzo 2010

28/02/2010: 36^ Roma Ostia. Roma (RM).

E’ domenica sera, dopo aver cenato, crollo esausto sul letto e spengo la luce.

Ma facciamo un passo indietro, anzi diversi passi indietro. Più precisamente quanti ne occorrono per visitare a piedi Roma in lungo ed in largo e correre un mezza maratona da Roma – Eur a Ostia Lido.

Ore 3.15 di Venerdì mattino, dopo una notte agitatissima per paura di non riuscire a svegliarmi, al suono dell’Iphone mi catapulto giù dal letto, dato che se avessi indugiato un solo instane in più probabilmente non sarei più riuscito a trovare il coraggio di alzarmi.

Il paese dorme ancora, solo qualche irriducibile del venerdì sera si attarda per le vie illuminate. Passo da Gianluca con un insolito anticipo di 10 minuti, pochi ma abbastanza per innescare quello che diverrà il tormentone di tutta la nostra “vacanza” romana.

Alle cinque meno un quarto siamo puntualmente la casello di Villamarzana, il pullman con i “ragazzi” di Bovolone capitanati da Giancarlo Barbieri arriva e ci raccoglie. Il viaggio senza Denis “Zizza” non è la stessa cosa ma approfittiamo, tutti, per concederci una corroborante dormita fino alla prima sosta in autogrill.

Arrivati a destinazione passiamo subito all’expo, che quest’anno è allestito anch’esso in zona EUR e ci permette di arrivare sul posto con una discreta facilità. Dopo aver ritirato pettorale, maglietta e sacca per gli indumenti inizia il calvario dello “Smerd” che si era accorto di aver dimenticato a casa il portafogli.

Se per il ritiro del pettorale abbiamo ovviato alla sua mancanza di documenti grazie alla mia lungimiranza, ad alcuni piccoli espedienti ed al alcune decine di firme che uno zelante addetto alla consegna dei pettorali mi ha costretto a fare, con le quali è probabile mi sia assunto anche la responsabilità della fame nel mondo e del terremoto ad Haiti – il peggio è arrivato nella zona expo dove catturato dagli stand più disparati come Ulisse dal canto delle sirene, il Gian ha dovuto trattenersi e soffrire le pene dell’inferno per rinunciando ad acquistare ogni ben di dio gli venisse proposto.

Una volta espletate le formalità podistiche, ci siamo concessi una doccia veloce, abbiamo indossato i panni dei turisti e ci siamo avventurati in un tour de force per le vie romane. Abbiamo visto tutto! Passando con estrema disinvoltura delle antiche vestigia dell’impero romano, ai negozi più IN; dall’incanto della cita dell’altare della patria, al fascino del marketing orientale in via del corso; dalla maestosità della scalinata di trinità dei monti, alle turiste che ci stavano sedute sopra. Abbiamo ammirato con la medesima meraviglia le spoglie di Raffello Sanzio al Pantheon e il prosciutto della valle del Tevere esposto nella salumeria di fronte, la stessa estasiata reazione per le fontane del Bernini di Piazza Navona che per i saltimbanchi che allietavano i turisti presenti.

Dopo una cena, che del pasto pre – gara non aveva nemmeno la più pallida sembianza, a base di spaghetti cacio e pepe, scamorza affumicata con prosciutto e mozzarella di bufala, il tutto annaffiato da un ottimo Montepulciano d’Abruzzo, ci siamo trascinati (con lo stomaco asfaltato) verso l’hotel per dare il meritato riposo alle stanche membra.

Arriva inesorabile la sveglia mattutina, dovremmo anche correre, è per questo che siamo venuti a Roma.

Colazione veloce, consegna delle borse al pullman che le porterà ad Ostia, ultimi accorgimenti e breve briefing su come vestici e poi lentamente ci portiamo alla partenza.

Lo start di quest’anno viene dato in tre ondate (NYCM style), per permettere a tutti di correre anche nei primi chilometri che notoriamente costringevano quelli che partono indietro come noi a parecchi minuti di “processione” . Gian è visibilmente provato dal giorno precedente, io ho gli occhi che mi bruciano un po’ e la lingua felpata ma nessuno dei due ha intenzione di fare la gara della propria vita e decidiamo di impostare una tattica attendista piazzandoci dietro le bandierine dell’ 1:40 fino al 10 km.

Una volta superata la “barriera” della grande salita del Presidente che dal km 6 porta alla fine del 7^, sulle ali della conseguente discesa provo ad accelerare per lasciare indietro i pacers, Gian mi segue ed al ristoro dei 10 km mi sorpassa mentre io mi fermo a bere.

Rimaniamo insieme ancora per qualche chilometro poi nonostante le mie esortazioni mi lascia andare avanti tenendomi d’occhio. Libero le ultime energie residue dato che , forte dell’esperienza dello scorso anno, so che gli ultimi 2 chilometri saranno durissimi e cerco di dare il massimo sul lungomare di Ostia. Inanello un paio di 4.15 ma al giro di boa la mano invisibile del vento mi blocca praticamente sul posto rendendo quell’ultimo 2000 un vero interminabile calvario.

Finisco in 1h.37’.49” , qualche secondo meglio dello scorso anno, un tempo che mi lascia pienamente soddisfatto considerando la condizione con cui mi ero presentato all’appuntamento e la movida romana vissuta il giorno prima . Gianluca arriva di li a poco, lo cerco con lo sguardo, avvolto in un telo dorato che mi protegge dal gelido vento che sferza i podisti stremati.

Torniamo verso casa dopo una doccia veloce in albergo, commentando le prestazioni dei bravissimi atleti veronesi che ci hanno accompagnato in questa avventura nella città eterna e arriviamo a casa per l’ora di cena quasi senza accorgercene …

E’ domenica sera, dopo aver cenato, crollo esausto sul letto e spengo la luce.

lunedì 11 gennaio 2010

10/01/2010: 26^ Maratonina d'inverno. S. Bartolomeo in Bosco (FE).

Quello di San Bartolomeo è il primo vero test impegnativo dell’anno. Il termometro per misurare cosa è rimasto nelle gambe dell’anno passato.
Archiviato questo contrastato 2009, che ha alternato le gioie di prestazioni di tutto rispetto ai dolori di dannatissimi fastidi fisici, decido di aprire il nuovo anno con questa mezza maratona alla quale i componenti del G.P. AVIS taglio di PO non mancano di partecipare in forze tutti gli anni.

C’è anche Cristiano (Bob) Curri, che ad un anno esatto dal suo “ritiro” dovuto ad un’ernia che è esplosa proprio al termine della passata edizione della maratonina d’inverno, ha deciso di ricominciare proprio da qui nonostante la preparazione sommaria e l’eterna voglia di poltrire a letto la domenica mattina.

La giornata promette bene. Dopo una settimana di pioggia continua finalmente uno spiraglio di sole si apre all’orizzonte, nonostante questo un freddo pungente ci costringe a meditare (come al solito) sull’abbigliamento da indossare. Si vede di tutto addosso ai podisti, dal pantaloncino corto al passamontagna integrale modello Hannibal Lecter. Io opto per un ciclista a ¾ di gamba ed una maglia a maniche lunghe che in teoria dovrebbe rappresentare un buon compromesso.

Troviamo Michele che ci consegna i pettorali ritirati per tutto il G.P. Avis Taglio di Po (alla fine saremo 10^ nella speciale classifica dei gruppi più numerosi) e con lui ci rifugiamo in un bar per cercare di sopportare il freddo pungente del mattino. Dopo il caffè scatta l’operazione svestizione e riscaldamento; io e Cristiano rimaniamo in macchina il più a lungo possibile, ma un po’ di riscaldamento bisogna pur farlo e allora a denti stretti cominciamo a corricchiare prima dello start.

Siamo quasi in 500 a superare la linea dello start dopo lo sparo, non so ancora a che ritmo correre e per il primo chilometro tengo il piede in 2 scarpe cercando di fare da collante tra Cristiano che, rientrante, si attesta sui 5 minuti al km e Michele che con Mirko scalpita verso i 4’.40”/km. Alla fine abbandonerò il Bob che praticamente mi caccia via in malo modo e mi chiede di fare la mia corsa non curandomi di lui.

Il mio programma è di tenere questa andatura fino al decimo chilometro per poi capire come procedere. Michele e Mirko mi staccano forzando il passo già dal 5 km e fatico a non cadere nella trappola di seguirli, li osservo allontanarsi ma li tengo monitorati nei lunghi rettilinei della campagna ferrarese.

Al decimo il primo test. Provo a spingere e avvicinarmi ai 4.30 /km e mi sembra di non risentire troppo, la paura di fare la fine dell’anno precedente, riducendomi a trascinarmi dal 15 in poi in preda ai crampi, mi fa saggiamente rallentare. Al 15 un fugace ristoro, una bustina di Gel e un deciso cambio di marcia. Inizia una rimonta epica che rimarrà nella mia memoria come uno dei momenti più belli della mia carriera di runner. Non si contano le persone che lascio dietro e temo di esplodere da un momento all’altro, pensando di avere cominciato l’affondo troppo presto. Inanello una serie di chilometri sotto il 4.30, le gambe girano ed il fiato tiene, punto la sagoma di Mirko che vedo in lieve difficoltà a qualche centinaio di metri da me e riesco a superarlo a 500 mt. dal traguardo.

Chiudo questa bella domenica d’inverno con una prestazione che, nonostante non sia stata crono metricamente rilevante (1.39.30), mi ha lasciato pienamente soddisfatto e mi ha fatto capire che devo imparare a gestire più spesso le gare con oculatezza ( Michele, docet).

Mentre gusto un bel piatto di maccheroncini fumanti incontro tutti gli altri podisti e mi informo sulle loro prestazioni. Sono stati tutti bravissimi! Complimenti a Paolo “rece” Franzoso che fissa l’ennesimo P.B. sulla distanza con un bellissimo 1h.34’ e rotti, a Claudio che dopo un sofferto 2009 è tornato alla grande fermando il cronometro a 1h e mezza.

mercoledì 9 dicembre 2009

08/12/2009: 8^ CORSA DELL'IMMACOLATA: ADRIA (RO).

Mi rendo conto di quanto passi veloce il tempo quando mi accingo a scrivere un commento di una gara già corsa in precedenza e, questa dell'immacolata di Adria, è senza ombra di dubbio una di quelle che ha segnato la mia seppur breve carriera di runner. A parte il numero di partecipazioni, l'affetto che provo per questa gara è legato soprattutto al momento storico a cui sono legate: fu la mia seconda gara in assoluto nel 2004 ed è sempre arrivata a concludere,podisticamente parlando, anni meravigliosi. Così quando il buon Michele mi ha chiesto di partecipare all'edizione del 2009, nonostante la mia gamba destra continui a darmi problemi di ogni tipo e le condizioni meteorologiche urlassero a squarciagola di rimanere sotto le coperte, non ho potuto dire no.

L'alzataccia è stata relativa, il tempo davvero avrebbe fatto desistere chiunque ma l'impegno oramai è preso e quindi eccoci poco dopo le 9 smontare in tuta fretta dalla macchina per scivolare verso il punto di iscrizione (fortunatamente al coperto) per espletare le formalità pre-gara.

Dopo un breve riscaldamento, considerando ogni 2 secondi come fosse da incoscienti mettersi a correre con quelle condizioni atmosferiche, arrivano le dieci meno un quarto e lo starter ci invita a rompere gli indugi e a dare ilo meglio di noi.

Parto chiacchierando, cercando di indovinare il ritmo giusto visto che oramai non faccio competizioni vere e propria da almeno 2 mesi. Mi assesto ad una velocità che mi permette di controllare la respirazione e di valutare come gestire il secondo dei due giri da 5.5 km previsti.

Al primo giro di boa accolgo sorridendo il "vai Snupo" di Paolo Franzoso, che oggi veste i panni di organizzatore e non è con noi a soffrire nel pantano degli sterrati adriesi. Mi accorgo che Michele avanza inesorabilmente (cosa che mi aspettavo) ma decido di vedere cara la pelle e provo ad accelerare. Il ritmo che ne risulta è decisamente troppo alto e dopo pochi chilometri sbuffo come un locomotore e perdo lucidità nell'azione di corsa. Nonostante io abbia rimontato più di qualche podista il sorpasso del "Mec" arriva inevitabile come le tasse a meno di due chilometri dall'arrivo, non provo nemmeno a tenere il suo passo ma cerco almeno di non gettare la spugna (anche se la tentazione è fortissima) e di non lasciare che si allontani troppo. Chiudo letteralmente ansimante con una media di 4':28"/km, che mi fa ben sperare sulla mia fase di recupero anche se la mia "amica" pubalgia, con la quale convivo oramai da 4 mesi, non ne vuole sapere di andarsene.

Dopo la gara un faticoso, ma doveroso, cambio di abiti TOTALE ed un veloce ristoro per poi ritirare il pacco gara e la coppa per il G.P. Avis taglio di Po, classificatosi al 4^ posto come numero di partecipanti.

lunedì 23 novembre 2009

22 Novembre 2009: XXIII Marcia di S.Andrea. Anguillara (RO).

Sono passati 3 anni dall'ultima volta che ho corso la marcia di S.Andrea e nonostante tutto il ricordo è rimasto nitido nella mia memoria. Ricordavo ampi spazi, argini e campi, ristori ruspanti ed una moltitudine eterogenea di podisti. Tutti quei ricordi si sono rimaterializzati domenica 22 novembre quando, accompagnato da Michele,Ugo,Alessio, il presidente ed Augusto, ho rinunciato all'agoniato riposo domenicale per essere presente al via (un po' sui generis dato che la corsa è una non competitiva)di questa meravigliosa scampagnata novembrina.

Nonostante poco dopo le 8 fossimo già a destinazione il fiume umano di amatori inondava già le strade di Anguillara. Una volata fino all'ombrellone dedicato alle iscrizioni, le foto di rito e poi una inusuale partenza alla spicciolata tipica però di queste manifestazioni non competitive.

Ci ritroviamo io e Michele ad affrontare il percorso più lungo (22 km) e decidiamo di farlo in perfetto spirito NON competitivo, che significa passo rilassato fermate ai ristori ed una lunga chiacchierata sui alcuni temi di interesse comune. Il percorso ha senza dubbio favorito il clima rilassato e nonostante i miei ultimi chilometri siano stati una lenta agonia abbiamo terminato la camminata con una media oraria quasi accettabile.

Alla fine oltre al consueto the caldo mi sono concesso,alla faccia della dieta, un piatto di gnocchi, un panino al salame ed un bicchieretto di rosso! Cosa voglio di più dalla vita?

lunedì 12 ottobre 2009

10–11 Ottobre 2009: 36^ Ed. “24 Ore di SAN MARTINO” - Belluno (BL).

Essendo, per natura, sempre alla ricerca di nuove esperienze quando mia moglie,consigliere regionale della AIC Veneto mi ha proposto di correre la 24 ore di San Martino, ho accettato subito di buon grado e senza pensarci su troppo ho dato subito la mia disponibilità a far parte della squadra "Liberi dal Glutine".
Una gara veramente particolare che, come recita il nome, impegna 24 podisti per squadra in frazioni di 1 ora ciascuno. Erano 39 le rappresentative in gara per un totale di 936 atleti impegnati; un vero fiume umano che ha richiesto un impressionante sforzo organizzativo ma gestito in maniera egregia dal G.P. Vescovà Cuprum di Belluno.

Dopo quasi 2 ore di viaggio, accompagnato da moglie, figli "urlanti" e cane nel trasportino, telefono a Gustavo per avere le ultime dritte su come raggiungere lo stadio polivalente di Belluno. Dopo qualche incertezza sul parcheggio entriamo un po'straniti allo stadio e cerchiamo lo stand dell'A.I.C.. L'atmosfera è stranissima; una miscela tra l'expo di una maratona, una sagra paesana e una fiera campionaria; l'accoglienza riservataci da Gustavo e da tutto lo staff di "Liberi dal Glutine" è stata talmente calda da risultare quasi imbarazzante: un camper riservato che funge da spogliatoio per gli atleti e la totale disponibilità di tutti per qualsiasi esigenza di qualsiasi tipo.

Il mio compito era quello di correre per un'ora (dalle 11 a mezzogiorno) lungo la pista in RUBTAN dello stadio il più velocemente possibile. Il sole, che ha favorito l'affluenza del pubblico, non mi ha certo aiutato nella prestazione, compromessa soprattutto dalla mia fastidiosa pubalgia che mi ha costretto ad uno stop forzato di due settimane prima di questa gara e che mi imporrà di fermarmi almeno per le tre settimane successive. Tuttavia il tifo della mia famiglia e del resto dello stand A.I.C. mi ha permesso di superare i momenti di crisi e alla fine dell'ora saranno 12.993 i metri percorsi (accidenti a quei sette metri,)per un totale di 32 giri e mezzo; una prestazione incolore ma commisurata alle mie attuali condizioni di forma! Pazienza farò meglio il prossimo anno!

Prima della ripartenza un pit-stop per recuperare le energie appena spese con uno squisito spezzatino con polenta annaffiato da un prosecco doc.

lunedì 7 settembre 2009

06/09/2009: 8^ Unicredit Run Tune Up. Bologna (BO).

La mia partecipazione a questa edizione della Unicredit Run tune Up, la mezza maratona di Bologna, è stata in dubbio sino all’ultimo. Vuoi perché Denis e Cristiano per motivi differenti hanno deciso di dare forfait e quindi mi sarebbe mancata la compagnia dei miei due soci di corsa, a questo si sono aggiunte le mie precarie condizioni fisiche che mi costringono a convivere con la necessità di una tregua negli allenamenti a causa di una fastidiosa pubalgia e la cogenza di allenarmi in vista dell’appuntamento con la Maratona del lago di Garda che correrò (speriamo) il prossimo 27 Settembre. Nonostante tutto è bastato che Paolo “rece” Franzoso buttasse lì , quasi per scherzo, la proposta, perché io mi accodassi senza battere ciglio. Convincere Gianluca a correre sia in gara che in allenamento poi è una della cose più facili del mondo, ecco quindi formato il terzetto che è andato ad affrontare i durissimi 21.097 mt. tracciati nelle strade di Bologna.
Sulla ammiraglia di casa “smerd” il viaggio è piacevole, affrontiamo ogni tipo di argomento spaziando dalla teoria dei buchi neri nello spazio a quelli … sulla terra. Arriviamo con largo anticipo a Bologna e questo ci permette di parcheggiare in zona Vip, di ritirare con tranquillità il pettorale e di dare una mano per l’allestimento dei gonfiabili (no magari così è un po’ troppo … ma avremo potuto, he he he).

L’aria è davvero frizzate, tanto che rimpiango una magliettina a manica lunga ma sotto sotto so che questo non può che fare del bene alla nostra corsa. Ci infiliamo in un bar per espletare le ultime “formalità” e veniamo raggiunti di lì a poco da Paolo. Qualche battuta sulla assenza di Denis “zizza” mentre ci “pettorali amo” per poi corricchiare verso la linea di partenza . Con con una manovra poco ortodossa scavalchiamo le transenna utilizzando il vecchio trucco dell’amico che ci aspetta in mezzo al gruppo, e ci piazziamo ad una spanna dai top runners.

Il turbinio di gambe ci travolge e ci costringe a tenere, per i primi chilometri, una media molto al di sotto di quella programmata. Poco male le gambe rispondono bene, anche il piede ha smesso di farmi male e riusciamo addirittura a chiacchierare tra noi incitando chi rimane qualche passo indietro e rallentando chi tende a forzare l’andatura. Ristori veloci dove oltre all’acqua traviamo anche degli integratori e cordiali passaggi di bottiglia alla Coppi/Bartali sino al 15^ chilometro, dove secondo gli accordi, viene dato il “rompete le righe” ed ogni uno di noi cerca di interpretare i km finali come meglio crede.

Gian inanella subito una serie di passaggi di poco sopra ai 4’/km , io e Paolo non ci tiriamo indietro ed aumentiamo il passo. Mi sento bene, cosa rarissima in questa gara dove ho sempre sofferto il caldo ed io percorso tortuoso e con faticose e lunghe salite.

Alla fine ci divideranno 30 o 40 secondi l’uno dall’altro ma siamo tutti felicissimi, Gianluca per essere arrivato “primo”, io per essere arrivato “bene” e Paolo per aver portato a casa il suo personale sulla distanza.

Divertiti e piacevolmente carichi per il risultato, prima di tornarcene a casa, ci siamo infilati sotto la doccia per sciacquare il sale, per poi tuffarci su di un ottimo piatto di Trofie al pesto e pomodorini al pasta party organizzato dallo staff del celeste group.

martedì 1 settembre 2009

30/08/2009:1^ Non solo Sport Race 2009 Padova(PD).

Sull’onda della Human Race 2008 la catena di negozi Non Solo Sport, che aveva collaborato per l’edizione padovana con Nike, ha deciso di non mollare la data di fine agosto ed ha “infilato” al posto dell’edizione 2009 della Human Race, che pur si correrà a Padova il 24 ottobre, una analoga, anzi identica, manifestazione denominata Non Solo Sport Race 2009 che ne ha ricalcato spirito, schema organizzativo, percorso e successo.
L’iscrizione on-line dava diritto al ritiro di una maglietta commemorativa previa una offerta che, sulla carta, dovrebbe contribuire alla raccolta di fondi per “la torre della ricerca” , un centro europeo per la ricerca pediatrica. Una volta arrivati al parcheggio con il canonico anticipo derivato dall’avere Gianluca in macchina con noi, ritiriamo la maglia e ci prepariamo per la sgambata non lesinando le solite foto di rito.

La partenza è inspiegabilmente anticipata di 15 minuti ed incitati dallo speaker ci avviamo al piccolo trotto verso l’ingresso dello stadio Euganeo per l’emozionante transito nella pista di atletica dove si svolge il XXXIII meeting di atletica della città di Padova. Braccia al cielo, il lungo serpentone blu e azzurro fotografa e si fa fotografare dal pubblico che applaude sugli spalti. L’emozione si fa sentire e il sorriso sulle labbra ci da quell’aria un po’ ingenua e meravigliata che ci riporta a quando eravamo bambini.

All’interno dello stadio ci perdiamo di vista e cominciano a cercarci subito dopo l’uscita. Il team è composto da me, Denis, Gianluca e Claudio; per fortuna lui ha la maglietta rossa dello scorso anno e spicca nel fiume azzurro-blu che ci circonda, facilitandomi il compito. Di lì a poco spunta la fascia bianca di Denis che è l’altro nostro punto di rifermento e finalmente riusciamo a compattarci e cominciamo a correre verso Prato della Valle.

I km passano in fretta, non facciamo mai veramente fatica nell’azione di corsa, forse io sono il più appesantito avendo corso 26 km il mattino di sabato con Paolo, ma stringo i denti e tento di tenere il passo degli altri. Le vie, le piazze più belle, le persone che ci guardano tra il divertito e l’incuriosito, fanno da corollario ai nostri sforzi. Il ritmo si fa via, via più sostenuto e, come di consueto, quella che doveva essere una camminata si trasforma in una piccola competizione interna alla quale decido di non partecipare rallentando il passo e lasciando andare Gian e Claudio e cercando di godermi l’ingresso in “Prà dea Vae” chiacchierando con Denis.

Ci ristoriamo, il caldo si è fatto ancora sentire e siamo madidi di sudore, poi rispunta la proposta di tornare allo stadio Euganeo di corsa, che prima era stata ventilata da Claudio ma gestita con sufficienza dal resto del gruppo. E’ bastato che un paio di boriosi poliziotti in mountain bike sorridessero sarcasticamente nel sentire nostra intenzione per far scattare subito l’ormone del maschio e l’orgoglio del runner tanto che, una volta individuata la direzione approssimativa ci siamo lanciati, a dire il vero un po’ avventurosamente, sulla strada del ritorno.

Chiedendo a chiunque la direzione dello stadio, sbagliando qualche incrocio e passando in luoghi suggestivi nei quali il viaggio di andata non ci aveva fatto transitare, siamo arrivati facilmente alla meta con il solo rammarico di non aver fatto in tempo a gustare qualche momento di sport del meeting come avevamo progettato.

Chiusura della serata nel migliore dei modi, con pizza e litri di birra in un locale sulla via del ritorno anche se è stato difficilissimo convincere Denis “zizza” Laurenti a desistere dal portarci nella “sua” pizzeria preferita vicino a casa.