domenica 8 gennaio 2012

08/01/2012: Aspettando il TROFEO run4fun

Ultima domenica di "festa" per noi run4funer.Per i più bravi di noi era previsto un lunghissimo lento in poiezione Barcellona 2012. Per gli altri, in difetto di preparazione, è bastato un 22 che mirava a consolidare il chilometraggion necessario a finire "decentemente" la mezza di S.Bartolomeo in Bosco di domenica prossima.

Durante gli ultimi chilometri in piena estasi da sforzo io, Cristiano e Paolo (quelli dei 22)abbiamo "partorito" le linee guida di quello che sarà il TROFEO RUN4FUN. In attesa della emanazione ufficiale che coinciderà con l'arrivo fisico del trofeo eccovene delle anticipazioni che vi prego di commentare ed emendare.

1) il trofeo è aperto ai run4funner, ossia chiunque corre per pura passione e divertimento. Sono esclusi i professionisti e chiunque abbia corso nei 12 mesi precedenti al suo svolgimento la mezza maratona in meno di 1h e 35'.
2) la gara dove il tofeo è messo in palio è la mezza maratona.
3) il trofeo è detenuto dal vincitore che DEVE rimetterlo in palio passati 12 mesi dall'edizione precedente o nell'edizione sucessiva della gara dove l'ha conquistato. Se il trofeo non viene rimesso in palio entro 18 mesi si interverrà d'ufficio.
4) chi accetta di parteciparvi acconsente, in caso di sconfitta, a sopportare qualsiasi forma, lecita e civile, di ludibrio e ridicolizzazione pubblica senza poter replicare in alcun modo.

Aspetto i vostri suggerimenti.
Let's run4fun.

domenica 1 gennaio 2012

01/01/2012 : Argine Po. Corsa anticenone.


Dopo le gozzoviglie di fine anno, era quasi ovvio che un podista che si rispetti cerchi in qualche modo di redimersi e macinare, dopo il sale della notte precedente, qualche chilometro in compagnia.
Ci siamo concessi, quasi tutti, una partenza ritardata dato che la sera precedente Morfeo ci aveva accolti tra le sue braccia decisamente tardi.
Ogni uno di noi  ha rivendivcato il primato del vino tracannato la sera la sera precedente, cosa che si palesava dalla difficoltà di affrontare a bocca chiusa anche una velocità tutto sommato abbordabile. Nonostante ciò 20 km (per me e Cristiano, un po di più per gli altri) sono stati messi in saccoccia con relativa faciltà.
L'appuntamento, a questo punto, e fissato per la mezza maratona di S.Bartolomeo in Bosco.
Buon anno a tutti.

sabato 24 dicembre 2011

24/12/2011 : Scarpe nuove, vita nuova.

Alla vigilia di natale e di una maratona alimentare che si concluderà solo il 26 di dicembre ho cercato di dare una svolta all'annoso(è il caso di dirlo visto che dura oramai da più di un'anno) problema della fascite plantare.
Nonostante il meteo promettesse pioggia, sono passato a raccogliere il Bob(Cristiano) e super Zizza (Denis) per testare sull'asfalto dello storico percorso dell'argine del Po, le nuove scarpe comprate poche ore prima.
Un diecimila in tutto relax che della corsa aveva ben poco ma che cade a fagiolo per tenere a battesimo il redivivo run4fun.
Buon Natale.
A tutti !

giovedì 22 dicembre 2011

22/12/2011: Un Blog per raccontare.

Non è sicuramente il primo blog che parla di corsa sulla rete. Ma è il mio blog! 
Arriva da almeno tre anni i cui ho, più o meno dettagliatamente, raccontato ogni singola gara.  In cui ho condiviso con tutti voi ogni singola goccia di sudore, tutti i miei crampi, la mia fatica. Ma anche la gioia, la soddisfazione di arrivare al traguardo o l'ebrezza poetica di un alba tra la nebbia. 
Ho raccontato anche grandi storie di amicizia. Quella vera, sanguigna, quella che qualche volta ti mandi a quel paese ma che poi ti cerchi, fatta di condivisione di interessi e di umori.
Questo è quello che cercherò di continuare a fare, affinché leggendo queste righe ognuno di voi possa immaginare che il rumore delle scarpe sull'asfalto di cui sta leggendo sia il rumore delle sue scarpe, che la maschera di fatica dell'amico sorpassato sia quella del suo amico.
Andiamo ragazzi let's Run4Fun!

lunedì 27 settembre 2010

26/09/2010 : 37^ Real. Berlin Marathon. Berlino (D).

Come la prima volta.
Sembra il titolo di un libercolo pruriginoso che racconta le vicissitudini sessuali di qualche ex adolescente, ma è esattamente la frase che descrive questa mia maratona in terra teutonica.

Le ipotesi su come avremmo corso questa gara berlinese hanno attraversato tutto lo spettro degli umori e delle opinioni umane. A gennaio quando ci siamo iscritti, si vociferava di una gara veloce, senza troppi saliscendi e con la possibilità di regalarci il nostro personale sulla distanza. Poi le vicissitudini di carattere squisitamente medico che ci hanno colpiti hanno modificato i rispettivi approcci alla gara. Se da un lato Gianluca e Michele vedevano la loro condizione crescere di giorno in giorno, dall'altro io, Denis e Cristiano combattevamo a vari livelli contro fasciti, pubalgie, tendiniti, stiramenti e chi più ne ha più ne metta. Vi risparmio il tedioso elenco di tutte le "magagne" che ci hanno perseguitato durante tutta l'estate del 2010, cosa che ci ha ovviamente impedito di allenarci e di presentarci all'appuntamento con la 37^ Berlin marathon in uno stato di forma che ci permettesse di aspirare a un qualsiasi risultato cronometrico. Tant'è che gli obiettivi sono mutati sino ad arrivare, alla vigilia della partenza, ad aspirare di giungere al traguardo entro il tempo massimo.

Stavolta le famiglie , a differenza della trasferta newyorchese,ci hanno accompagnato in questa avventura, e devo dire, che nonostante la faticosissima impresa di mettere d'accordo e far muovere per le vie e le metropolitane di Berlino, otto adulti (solo fuori), 7 bambini ed un passeggino, la vacanza è stata davvero gradevolissima. Del resto il gruppo era di quelli collaudatissmi e gli amici, quelli di mille corse: io (lo Snupo), Denis (Zizza), Gianluca (Smerd), Michele (Mec) e Cristiano (Bob).

Dopo una settimana di sole la domenica, come ampiamente previsto, è arrivata la pioggia. La cosa non ha decisamente aiutato nessuno. Gli organizzatori si sono trovati a gestire quasi 48000 persone infastidite dall'acqua. Questo ha significato che tutti hanno tardato a consegnare le sacche per cercare di rimanere coperti il più a lungo possibile, creando così un enorme ingorgo a ridosso dell'ora limite per la consegna, ingorgo che si è protratto per tutte le operazione di ingabbiamento tanto che alle 9,quando la gara è partita, noi eravamo ancora nel bosco cercando di capire che cosa stava succedendo intorno a noi.

Il quintetto si divide pochi metri dopo lo start. Gianluca e Michele se ne vanno, forti della loro preparazione, mentre io, Cristiano e Denis proseguiamo al piccolo trotto cercando di convincere il Bobone a non mollarci alla mezza come da lui preventivato.

I km passano veloci e, grazie al passo da processione, senza troppa fatica. Riusciamo anche a godere di qualche interessante scorcio berlinese: chiese, viali,la vecchia Berlino Est con i suoi palazzoni tutti egualmente essenziali ed anonimi.

Alla mezza puntuale come un orologio svizzero, il "Bob" punta una entrata della metropolitana e con un cenno ci lascia al nostro destino.

Faccio di tutto per tentare di non sentire dolori e fatica, intavolo con Denis conversazioni improbabili commentando le andature degli altri podisti ed il posteriore delle numerosissime ragazze presenti. Ci distraiamo cullati dalle numerosissime band che ci regalano un lungo e variegato tappeto musicale con il quale e "sul" quale idealmente corriamo mentre i minuti passano inesorabili.

Poi, l'evento che non ti aspetti! Al 37° km dopo aver trangugiato l'ultima "cartuccia", il mio socio ha un cedimento. La faccia impallidisce, il passo si fa pesante pensino da guardare. Guardo il cronometro, non abbiamo molto tempo per fermarci senza superare quel "piccolo" traguardo delle 5 ore di gara che era via via maturato durante tutti i chilometri precedenti. Decidiamo! Lo accompagno fino al 40°, per l'ultima foto che ritualmente abbiamo fatto ogni 5km da quanto Cristiano ci ha lasciati, poi provo ad andarmene ed inseguire la fatidica barriera.

Sono 2 km bellissimi, che mi tolgono di dosso tutti gli altri 40 percorsi con una scarica di adrenalina lunga 10 minuti. Mi chiama mia moglie che è venuta a vedermi, assieme alla moglie di Denis, nonostante la pioggia e quasi ha un sobbalzo di incredulità quando mi vede passare in mezzo al fiume dei podisti. Mi chiama persino Michele che, già cambiato, vorrebbe fare le foto del nostro arrivo, ma è troppo tardi.

Un nodo in gola mi prende quando transito sotto la leggendaria Porta di Brandeburgo poi e solo gioia incontenibile sino al traguardo per avere portato a termine, anche stavolta, questa meravigliosa avventura.

Grazie a tutti.

lunedì 30 agosto 2010

29/08/2010: 2^ Non solo Sport Race 2010 Padova(PD).

Facendo un rapidissimo calcolo mi accorgo che sono passati 6,dico 6, mesi dall'ultima competizione che mi ha visto protagonista. Nonostante non mi senta per niente a posto ho voluto con tutte le mie forze partecipare a questa "sgambata" tra le vie patavine più per un gesto scaramantico che per una reale possibilità di farlo.
Quest'anno, si cambia giro a Padova. Partenza ed arrivo in Prato della Valle, causano qualche mal di testa eccessivo a noi di "fuori città", costringendoci a fare qualche "simpatica" manovra da ritiro patente. La formazione in campo vedeva oltre ai soliti noti (io, Denis Zizzagna e Gianluca), la partecipazione straordinaria di Filippo ed Enrico "Quaron", alla prima esperienza in terra padovana.

Una volta parcheggiate le auto, dopo mille peripezie di cui vi risparmio la cronaca,passiamo a ritirare chip e maglietta lasciando come contropartita una offerta di 5€ che andrà devoluta alla "Città della Speranza" di Padova. La tensione è palpabile negli sguardi dei neofiti, mentre io assaporo, con il pigio del malato in crisi di astinenza, i divertenti e goliardici attimi del pre-gara e torno a comprendere, in quel mentre, il motivo che mi spinge a continuare a correre con questa banda di matti.

Uno sparo ci lancia per le vie della città. Il percorso è nuovo, si perdono quindi tutti i riferimenti del passato, ma ci lasciamo trasportare volentieri dall'enorme serpentone bianco che dilaga. Partiti dal fondo, con tutta l'intenzione di tapasciare per le vie del centro, mi accorgo che nessuno di noi (come al solito) vuole lasciare andare via l'altro e tra un sorpasso e l'altro tentiamo di non perderci di vista. L'andatura comincia a scendere sotto i 5'/km lentamente perdiamo Filippo che ci fa cenno di proseguire, il mio corpo ha dimenticato come si fa a correre e ogni volta che mi ritrovo a sbuffare controllo il mio Gramin che mi conferma che la frequenza cardiaca è quella di un novellino. "Pazienza",penso, "dove non arriva il fisico lo Snupo ci mette la testa".

Arrivo in volata cercando, inutilmente, di riprendere Gianluca che, un paio di chilometri prima, ha allungato il passo. Nel vano tentativo di seguire lo Smerd lascio qualche secondo indietro Denis ed Enrico, autori di una splendida prestazione ed in costante ripresa il primo e miglioramento il secondo. Dopo soli tre minuti Filippo ci raggiunge, provato ma felice.

Le solite foto di rito per ricordare questa magnifica avventura che la Non Solo Sport Race ci regala ogni anno tra le vie di Padova, poi, dopo una improbabile doccia di fortuna utilizzando delle bottiglie di acqua, ci dirigiamo avventurosamente verso una pizzeria per placare la fame che pretende il suo tributo ... ma questa è un'altra storia.

lunedì 1 marzo 2010

28/02/2010: 36^ Roma Ostia. Roma (RM).

E’ domenica sera, dopo aver cenato, crollo esausto sul letto e spengo la luce.

Ma facciamo un passo indietro, anzi diversi passi indietro. Più precisamente quanti ne occorrono per visitare a piedi Roma in lungo ed in largo e correre un mezza maratona da Roma – Eur a Ostia Lido.

Ore 3.15 di Venerdì mattino, dopo una notte agitatissima per paura di non riuscire a svegliarmi, al suono dell’Iphone mi catapulto giù dal letto, dato che se avessi indugiato un solo instane in più probabilmente non sarei più riuscito a trovare il coraggio di alzarmi.

Il paese dorme ancora, solo qualche irriducibile del venerdì sera si attarda per le vie illuminate. Passo da Gianluca con un insolito anticipo di 10 minuti, pochi ma abbastanza per innescare quello che diverrà il tormentone di tutta la nostra “vacanza” romana.

Alle cinque meno un quarto siamo puntualmente la casello di Villamarzana, il pullman con i “ragazzi” di Bovolone capitanati da Giancarlo Barbieri arriva e ci raccoglie. Il viaggio senza Denis “Zizza” non è la stessa cosa ma approfittiamo, tutti, per concederci una corroborante dormita fino alla prima sosta in autogrill.

Arrivati a destinazione passiamo subito all’expo, che quest’anno è allestito anch’esso in zona EUR e ci permette di arrivare sul posto con una discreta facilità. Dopo aver ritirato pettorale, maglietta e sacca per gli indumenti inizia il calvario dello “Smerd” che si era accorto di aver dimenticato a casa il portafogli.

Se per il ritiro del pettorale abbiamo ovviato alla sua mancanza di documenti grazie alla mia lungimiranza, ad alcuni piccoli espedienti ed al alcune decine di firme che uno zelante addetto alla consegna dei pettorali mi ha costretto a fare, con le quali è probabile mi sia assunto anche la responsabilità della fame nel mondo e del terremoto ad Haiti – il peggio è arrivato nella zona expo dove catturato dagli stand più disparati come Ulisse dal canto delle sirene, il Gian ha dovuto trattenersi e soffrire le pene dell’inferno per rinunciando ad acquistare ogni ben di dio gli venisse proposto.

Una volta espletate le formalità podistiche, ci siamo concessi una doccia veloce, abbiamo indossato i panni dei turisti e ci siamo avventurati in un tour de force per le vie romane. Abbiamo visto tutto! Passando con estrema disinvoltura delle antiche vestigia dell’impero romano, ai negozi più IN; dall’incanto della cita dell’altare della patria, al fascino del marketing orientale in via del corso; dalla maestosità della scalinata di trinità dei monti, alle turiste che ci stavano sedute sopra. Abbiamo ammirato con la medesima meraviglia le spoglie di Raffello Sanzio al Pantheon e il prosciutto della valle del Tevere esposto nella salumeria di fronte, la stessa estasiata reazione per le fontane del Bernini di Piazza Navona che per i saltimbanchi che allietavano i turisti presenti.

Dopo una cena, che del pasto pre – gara non aveva nemmeno la più pallida sembianza, a base di spaghetti cacio e pepe, scamorza affumicata con prosciutto e mozzarella di bufala, il tutto annaffiato da un ottimo Montepulciano d’Abruzzo, ci siamo trascinati (con lo stomaco asfaltato) verso l’hotel per dare il meritato riposo alle stanche membra.

Arriva inesorabile la sveglia mattutina, dovremmo anche correre, è per questo che siamo venuti a Roma.

Colazione veloce, consegna delle borse al pullman che le porterà ad Ostia, ultimi accorgimenti e breve briefing su come vestici e poi lentamente ci portiamo alla partenza.

Lo start di quest’anno viene dato in tre ondate (NYCM style), per permettere a tutti di correre anche nei primi chilometri che notoriamente costringevano quelli che partono indietro come noi a parecchi minuti di “processione” . Gian è visibilmente provato dal giorno precedente, io ho gli occhi che mi bruciano un po’ e la lingua felpata ma nessuno dei due ha intenzione di fare la gara della propria vita e decidiamo di impostare una tattica attendista piazzandoci dietro le bandierine dell’ 1:40 fino al 10 km.

Una volta superata la “barriera” della grande salita del Presidente che dal km 6 porta alla fine del 7^, sulle ali della conseguente discesa provo ad accelerare per lasciare indietro i pacers, Gian mi segue ed al ristoro dei 10 km mi sorpassa mentre io mi fermo a bere.

Rimaniamo insieme ancora per qualche chilometro poi nonostante le mie esortazioni mi lascia andare avanti tenendomi d’occhio. Libero le ultime energie residue dato che , forte dell’esperienza dello scorso anno, so che gli ultimi 2 chilometri saranno durissimi e cerco di dare il massimo sul lungomare di Ostia. Inanello un paio di 4.15 ma al giro di boa la mano invisibile del vento mi blocca praticamente sul posto rendendo quell’ultimo 2000 un vero interminabile calvario.

Finisco in 1h.37’.49” , qualche secondo meglio dello scorso anno, un tempo che mi lascia pienamente soddisfatto considerando la condizione con cui mi ero presentato all’appuntamento e la movida romana vissuta il giorno prima . Gianluca arriva di li a poco, lo cerco con lo sguardo, avvolto in un telo dorato che mi protegge dal gelido vento che sferza i podisti stremati.

Torniamo verso casa dopo una doccia veloce in albergo, commentando le prestazioni dei bravissimi atleti veronesi che ci hanno accompagnato in questa avventura nella città eterna e arriviamo a casa per l’ora di cena quasi senza accorgercene …

E’ domenica sera, dopo aver cenato, crollo esausto sul letto e spengo la luce.