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giovedì 1 giugno 2017

28/05/2017: 7^ Moonlight halfmarathon. Jesolo (VE).

Parte da lontano, anzi da lontanissimo la storia di questa settima mezza di Jesolo.
I presupposti per essere un avvenimento epico c'erano tutti, una sfida a tre tra me Cristiano e Gianluca, una torrida giornata di sole, ed un enorme "battage" mediatico messo in piede dal solito inesauribile Denis.
Ma andiamo con ordine.
Subito dopo la mezza di Rovigo, Cristiano decide che è giunto il momento lanciare la sfida per sfilarmi di mano il trofeo Run4fun, che oramai staziona sulla mia mensola da molto, troppo, tempo.
Scoprirò, solo a giochi fatti, che alla base di questa sfida, che alla luce dei precedenti risultati pareva quantomeno velleitaria, c'è stato un allenamento duro, scientifico e metodico, iniziato pochi giorni dopo l'evento rodigino e proseguito durante i due mesi che hanno separato le due gare.

Partiamo poco dopo le 14. E' Paolo che ci farà da autista e che si prenderà cura di noi durante tutto il pomeriggio jesolano.
L'operazione parcheggio è particolarmente complessa. I numeri di questa manifestazione, salgono di anno in anno e di pari passo aumenta da difficoltà di trovare un parcheggio decente se non arrivando ad orari improbabili.
Ci dividiamo i compiti, Paolo e Denis cercheranno un parcheggio, mentre io ed i miei sfidanti ci precipitiamo a ritirare pettorali e pacco gara.
Personalizziamo la maglietta. A suggellare l'importanza della sfida creiamo un piccolo slogan da far scrivere (a caro prezzo)  sulla schiena delle rispettive, coloratissime, maglie tecniche.
La giornata è la più calda dell'anno. Quasi 30 brucianti gradi, "rosolano" i 5000 podisti che attendono, pazienti e rassegnati l'arrivo delle 20.00 per poter scaricare sull'asfalto la preparazione e le ansie dei mesi precedenti.
Cristiano appare teso, ma indecifrabile come il sorriso della Gioconda al contrario io e Gianluca abbiamo già dichiarato obiettivi e strategia.

Arrivano le 8. Lo starter spara un colpo che scatena il consueto fiume umano in direzione Jesolo.
Cristiano è sparito qualche secondo prima della partenza millantando una impellenza corporale urgente. Noi, conoscendolo, sappiamo che sta macchinando qualche malefatta alla Dick Dastardly, ma decidiamo di non fasciarci la testa e di fare la nostra gara.
Rimaniamo nella "target zone" prevista per i primi 9, 10 km poi, Gianluca non risponde al mio invito a rallentare e guadagna qualche metro. Io medito la mia solita rimonta finale e lascio correre il mio antagonista che scoprirò accumulare secondi preziosi nei chilometri che seguono.
Inizia la ciclabile,  siamo poco dopo l'undicesimo chilometro, inizia a fare buio e  mi sento solo e affaticato, cerco di non rallentare ma la testa insiste nel dirmi di fermarmi, che non ce la posso fare, che non ne ho più. Accolgo il ristoro del 16esimo km come un miraggio nel deserto e penso di aver desiderato quei 2 passi, che saranno determinanti nel bene e nel male, come il corpo di una donna dopo un anno di astinenza dal sesso.
Quel chilometro invece di durare 4 minuti e quarantacinque come gli altri durerà 5' e 20 secondi... quaranta secondi in più del dovuto.
Uno scatto d'orgoglio mi impone di riprendere a correre. Affronto la salita del ponte che porta i podisti nel cuore pulsante della località balneare, riesco persino ad inanellare un paio di 1000 in una sorta di trance agonistica a 4':35", ma il rettilineo finale sembra non finire mai. Lo smacco definitivo lo subisco quando mi vedo sfilare dai palloncini dell'ora e quaranta e non solo non  ho la forza di reagire, ma nemmeno quella di capire quello che mi sta succedendo intorno.
Arrivo al traguardo inebetito in 1h 40' e 18", trovo ad aspettarmi Gianluca, stravolto ma tronfio e raggiante per avermi battuto e lo abbraccio con trasporto consapevole di aver comunque dato tutto quello che avevo.
Cerchiamo Paolo e Denis che hanno tentato invano di seguire la gara in sella ad un paio di bici noleggiate il pomeriggio e ci avviamo alla spicciolata verso il parcheggio dopo esserci, cambiato sommariamente io e "docciato" lo Smerd.
Cristiano non arriva, non risponde al telefono, non sappiamo se sia arrivato al traguardo o se non sia nemmeno partito. Poi trapelano notizie dai nostri amici a casa, sembra che abbia tagliato il traguardo pochi minuti dopo di noi, ma allora come mai tanto ritardo?
Dopo qualche decina di minuti di incertezza decidiamo di partire alla sua ricerca. Il piano prevede di cercare il posto dove vengono "ricoverati" i podisti che si sentono male all'arrivo ed infatti è proprio li che lo troviamo, disteso su di un lettino con una flebo infilata nel braccio, lo sguardo perso nel vuoto, abbattuto nel fisico e nel morale.
Aspettiamo con pazienza e con sentimenti contrastanti tra la gioia di averlo trovato e la preoccupazione di vederlo in quelle condizioni, fino a che uno dei tanti medici oberati di lavoro, ce lo riconsegna bianco come un cencio, spaventato ma perfettamente in sesto. 
Chiudiamo questa torrida giornata con la solita "pizzata" in compagnia cercando di alleggerire l'accaduto con la consueta dose di sarcasmo ed una abbondante aneddotica costellata di se e di ma.
Let's run4fun.









giovedì 4 maggio 2017

30/04/2017: 2^ VENICE NIGHT TRAIL. VENEZIA (VE).




Lo scorso anno ero letteralmente  schiattato dall'invidia nel vedere le foto ed i video della 1^ Venice night trail, postati sui social dai miei amici di corsa. 
Questa "atipica" manifestazione  aveva solleticato già dalla sua prima edizione il mio interesse, ma se lo scorso anno ero troppo malconcio per poter solo immaginare di parteciparvi, quest'anno, quando le mie condizioni di salute mi hanno permesso di pensarci, era già troppo tardi e le iscrizioni erano già sold out.
Poi un colpo un colpo di scena. 
A causa di un grave impedimento di Michele, amico e compagno di mille avventure podistiche, si è potuto realizzare il sogno di partecipare alla Venice Night Trial 2017.
La corsa si snoda nello splendido scenario della città lagunare, con partenza al calar delle tenebre e prevede per tutti i 3500 partecipanti l'obbligo di tenere accesa in testa una lampada da trail. Lo scopo, dichiarato, è quello di evitare ai podisti di inciampare ed anche di essere visti mentre percorrono il serpentone  di 16000 mt che si snoda per le viuzze del capoluogo veneto, tra turisti e passanti, in realtà, a mio avviso,  l'effetto coreografico è di gran lunga la ragione effettiva di questa scelta da parte degli organizzatori.

Partiamo alle 17, io ed il Gian, con tutte le migliori intenzioni di passare una bella giornata di sport. Le premesse ci sono tutte: clima perfetto, compagnia super e percorso da favola.
Arriviamo al Parco San Giuliano e con la solita "botta di culo" riusciamo a parcheggiare in posizione strategica. Il ritiro del pettorale, nonostante la folla, si conclude in un tempo relativamente breve e dopo una rapida visita agli stand della zona Expo siamo pronti per salire sull'autobus che ci condurrà al terminal crociere, luogo deputato a dare inizio alla nostra avventura.

Forte dell'esperienza della passata edizione, Gianluca mi guida nelle scelte e nei percorsi da fare, io lo seguo come un non vedente si affida al suo addestratissimo cane. Cerchiamo in primis di fissare una strategia per il post gara, che per esperienza del Gian appunto, è la fase più critica e caotica. Cerchiamo e memorizziamo sulla mappa la posizione precisa delle "introvabili" docce, impresa che ci costringerà, dopo esserci smarriti per attraverso un dedalo di stradine e calli tutte uguali, a compiere le operazioni pre-gara con un lievissimo affanno.
Niente riscaldamento dunque, cosa che però non ha pesato affatto in quanto per primi chilometri dopo un emozionate via, si è corso a spizzichi e bocconi, rallentati dall'enorme fiume umano che faticava ad incanalarsi in stradine sempre più strette buie.
E'faticoso tenersi d'occhio, controllare la posizione dei propri amici, il buio e le migliaia di lampade che quando ti giri per guardarti indietro, ti abbagliano e ti stupiscono allo stesso tempo, impediscono di distinguere la faccia di chi ti segue permettendoti di identificare solo  una sagoma nera. 
Io e Gianluca perciò ci chiamiamo ogni tanto. Chi sta davanti per sentire se l'amico è ancora li dietro, chi segue per frenare qualche improvvisa e veemente accelerazione.


E' un susseguirsi di ponti, curve, strettoie, calli, androni e piazze. Lo sguardo passa dalle scarpe, per evitare di mettere un piede in fallo sul fondo forzosamente sconnesso, alle bellezze che ci si presentano davanti: piazzette, pozzi, canali statue e "millemila" leoni, stucchi e chiese il tutto senza soluzione di continuità. 
Uno ad uno i chilometri scivolano sotto i nostri piedi e maciniamo strada quasi senza accorgercene, non sappiamo nemmeno esattamente dove siamo ed abbiamo solo 2 certezze: che dobbiamo seguire il fiume luminoso e che ad ogni curva o incrocio ci sarà un volontario con una bacchetta fosforescente che ci indicherà la direzione da prendere ... dobbiamo solo correre e goderci lo spettacolo.
Di tutti gli scorci, i meravigliosi scenari che si rivelano al mio sguardo dietro ogni curva mi resterà, senza dubbio la vista della lauguna con la luna specchiata e con il campanile di San Marco sullo sfondo goduta da riva degli schiavoni ed il passagio tra la folla di turisti nell'omonima piazza.





Dopo la foto di rito lascio un Gianluca leggermente provato e provo ad allungare per gli ultimi 2 km. Gli addetti al percorso continuano a dire ai podisti che il ponte che stanno superando è l'ultimo ma a me è sembrato che di ultimi ponti ce ne siano stati parecchi (saranno 51 in totale).
Arrivo, provato, al traguardo e mentre mi ristoro vedo arrivare Gianluca, attardato di qualche minuto. Applichiamo il piano studiato nel pomeriggio e ci dirigiamo presso il C.U.S. Venezia per "goderci" una meritata doccia calda. 
A parte le dita rotte che mi costringono ad acrobazie da cirque du soleil per non bagnare la fasciatura, il fatto che mi mancano le ciabatte e che non ho portato il bagno schiuma, è "l'effetto spogliatoio" con tanto di profondo senso di inadeguatezza che avevo evitato in adolescenza non praticando nessuno sport di squadra a provocarmi il disagio maggiore. Devo dire, però, che il risultato della doccia dopo lo sport ha la straordinaria capacità di farti stare bene come una dose di stupefacente.


Chiudiamo la serata, medaglia al collo, con una pizza gigante in un magnifico e affollato locale di Mestre.

Let's Run4fun.





 



















giovedì 23 marzo 2017

19/03/2017: 1^ gran fondo Cittìà di chioggia. Isola Verde, Chioggia (VE).





Le nuove esperienze.
Alcuni anni fa , non tantissimi a dire il vero, era usanza da parte di alcuni padri particolarmente attenti allo sviluppo psicofisico dei figli, accompaganare i nuovi uomini a formarsi e a formare la propria esperienza, squisitamte sessuale,  con le donne, in bordelli più o meno squallidi a seconda delle disponibilità economiche della famiglia.
Oggi, Gianluca ed Enrico, hanno vestito questo ideale ruolo, educativo ed istituzionale, nei confronti di un "giovane" ed inesperto uomo che si affacciava per la prima volta al roboante mondo delle competizioni in Mountain Bike. Me.

Davvero nuova l'esperienza di questa domenica e, come tutte le prime volte, mi sento goffo, fuori luogo e anche leggermete frastornato.
E' davvero lontana la sicumera che geralmente ostento durante la fase preparatoria delle gare podistiche. Sicucurezza che deriva dalle centinaia di gare disputate, dalle migliaia di chilometri percorsi, a piedi o anche in macchina per spostarsi e portasi sui luoghi delle competizioni. 
Gesti, operazioni, malizie, che ti permettono di sapere come gestire gli spazi, come ottimizzare i tempi e di sapere esattamente cosa è meglio fare in ogni determinato istante perchè sono cose che hai già sperimentato, per le quali, magari, hai già sbagliato ed imparato dagli errori commessi.
Oggi, nessuna certezza, nessun automatismo. Occhi sgranati che si chiedevano cosa fosse meglio fare: Ci cambiamo subito? Andiamo fin la in bici? Ma il giacchino tu, lo tieni? Farà caldo vestiti così?
Tanta insicurezza, ha giocoforza qualche ripercussione; ed infatti nel vagare alla ricerca del luogo deputato alle iscrizioni, con negli occhi la meraviglia del bambino al luna park, ma con la grazia di un elefante in una cristalleria, ho commesso il classico errore del principiante... una volta individuato il banchetto delle iscrizioni, ed accortomi che lo stavo per passare ho frenato in maniera repentina senza ricordarmi delle "fottute" scarpette agganciate ai pedali e facendo uno spettacolare ruzzolone sull'asfalto che, francamente, ha fatto più male al morale e alla bici, che al resto del corpo.

Cominciamo male, ho pensato. Freno posteriore fuori uso e "gara" potenzialmente finita per me. 

I demoni della sfortuna svolazzavano sopra la mia testa come gli uccellini dei cartoni animati Disney quando gli incauti protagoisti prendono una botta in testa, poi la carica Zen di Enrico mi viene in soccorso, con la promessa di un cameratesco patto di non belligeranza, con la consapevolezza che eravamo li per fare i "cicloturisti" e rassicurato, inoltre,  dagli organizzatori che descrivevano il percorso come semplice e pianeggiante, decido di godermi lo stesso la "mia" domenica in sella con il solo uso del freno anteriore.
Il resto è puro divertimento, senza l'assillo del cronometro ma con la prospettiva percorrere 50 km di sterrato tra argini, orti, una piccola frazione del bosco Nordio ed un inspettato finale addirittura sulla spiaggia di Isola Verde. 

Chiudiamo il percorso in poco meno di 2 ore e mezza, poi ci prepariamo per gustare un succulento pasta party, commentando felici la nostra impresa, consapevoli ed orgogliosi, come i giovani adolescenti una volta usciti dalla case chiuse, di essere entrati a far parte del mondo dei "grandi".

Let's Bike4Fun

 

martedì 28 giugno 2016

25/06/2016: TROFEO RUN4FUN, L'EPILOGO. ISOLA DI ALBARELLA (RO)

Si è consumato, nel classico clima conviviale, l'ultimo, solo in ordine di tempo, capitolo della saga legata al trofeo run4fun.
Per chi ci seguisse solo da poco eccovi un breve ripasso del banale regolamento:

 1) il trofeo è aperto ai run4funner, ossia chiunque corre per pura passione e divertimento. Sono esclusi i professionisti e chiunque abbia corso nei 12 mesi precedenti al suo svolgimento la mezza maratona in meno di 1h e 35'.
2) la gara dove il tofeo è messo in palio è la mezza maratona.
3) il trofeo è detenuto dal vincitore che DEVE rimetterlo in palio passati 12mesi dall'edizione precedente o nell'edizione successiva della gara dove l'ha conquistato. Se il trofeo non viene rimesso in palio entro 18 mesi si interverrà d'ufficio.
4) chi accetta di parteciparvi acconsente, in caso di sconfitta, a sopportare qualsiasi forma, lecita e civile, di ludibrio e "ridicolizzazione" pubblica senza poter replicare in alcun modo.


Il trofeo nato nel gennaio del 2012 non era mai stato nella mia bacheca, le assegnazioni precedenti sono state viziate, infatti, da una serie di sfortunate coincidenze che hanno portato ad escludere ora uno ora l'altro dei "concorrenti" ... non riuscendo  di fatto mai a far coincidere una gara dove fossimo tutti e tre partecipanti attivi e "sani" della competizione.
Un colpo di stato lo aveva assegnato a Denis, nel maggio del 2012 e da allora era stato rimesso in palio solo nel aprile del 2015 durante la maratonina dei dogi dove, stavolta in maniera assolutamente legittima, era rimasto nelle sue mani.
Finalmente nell'edizione 2016 della mezza di Jesolo una gara dove, presenti tutti e tre, siamo riusciti rimettere in gioco l'agognato trofeo, che oggi troneggia in tutto il suo splendore su di un mobile della mia camera.
Let's run4fun!





martedì 31 maggio 2016

28/05/2016: 6^ MOONLIGHT HALF MARATHON. JESOLO (VE)

Sarà la fresca brezza della sera, sarà la mezza giornata di sabato libera con la prospettiva di passare la serata a zonzo per Jesolo come un eterno adolescente, fatto sta che questa Moonlight half marathon mi riserva sempre delle belle soddisfazioni.

Partiamo alle 14 con il cuore carico di patemi data la prospettiva di doverci alzare presto la domenica mattina successiva, per onorare il nostri impegno di "gestione" della gara di Taglio di Po. 
Alla configurazione tipo dei run4fun io, Denis e Cristiano si è aggiunto Nicola, in piena tempesta ormonale da "neorunner" che dopo essersi tanto allenato con costanza e precisione, e dopo un lungo periodo di stop forzato per problemi allo sciatico, torna ad indossare il pettorale e si cimenta con la mezza maratona per la seconda volta nella sua vita.
Il ritiro dei pettorali avviene con inusuale celerità, tanto che arrivo a pensare tra me, che quest'anno l'edizione sia sotto tono rispetto agli atri anni. Poca fila alla consegna dei pettorali, pochissima al ritiro dei pacchi gara, tanto che riesco persino a farmi personalizzare la maglietta (Lo Snupo) ed un orario di "imbarco" sull'autobus per punta sabbioni quasi umano.
Sono stato felicemente sorpreso, invece, di trovarmi al via con 6000, dico, 6000 runners che fremevamo per mettersi alle spalle questi 21k di puro divertimento.

Per competere con la collaudata macchina organizzatrice del gurppo "venice marathon", io ho messo in campo la mia altrettanto collaudata tattica di gara. Prima parte attendista, cercando di portare Denis il più possibile con me a dei ritmi accettabili e seconda parte in "negative split" portando il ritmo ben sotto i 5' al km.
Dopo soli 10 km, il mio socio, infatti mi lascia fare corsa solitaria, una sensazione inspiegabile, questa della solitudine, perché era impossibile percorrere un metro senza essere preceduti, affiancati o seguiti da un altro podista, ma una sensazione che mi ha accompagnato sino al traguardo. Solo con me stesso, con il cervello impegnato in equazioni improbabili, in proiezioni che neanche gli exit-pol alle elezioni osano formulare; sui tempi di arrivo, sulla media al km da tenere, sul ritmo del respiro, su quel dolore provocato, forse, da un calzino infilato frettolosamente.

Chiudo la gara, evidentemente affaticato, come scoprirò dalle foto pubblicate sul sito della TDS, ma estremamente felice per aver tagliato il traguardo alcune decine di secondi prima dell ora e quarantacinque che mi ero prefissato (anche se avevo dichiarato, come al solito, che 1h:45' fosse la mia massima aspirazione).
Dopo aver gironzolato, ed essermi rifocillato e riposato, ho atteso l'arrivo dei miei amici. Nicola corona questa splendida giornata con il suo PB 1.49.48. Mentre Cristiano e Denis finiscono sopra l'ora e cinquanta.
Una cena alternativa in una "griglieria" "fondamentalista", dove patatine fritte, pane, dolci e caffè, sono vietati come il maiale in Palestina, chiude questa bella bella giornata.


Qui la Coppa in una immagine di repertorio
Aspetto la consegna della coppa, che mi spetta di diritto, per poterla esporre per qualche tempo nella mia bacheca.

Let's run4fun













martedì 17 maggio 2016

15/05/2016: 1^ ecomaratona del sale. Cervia (RA)

E'difficile classificare un'esperienza come quella vissuta in questo week end di un Maggio capriccioso.
Una piccola pietra miliare nella mia personale storia di podista è sicuramente stata posta in maniera salda ed irremovibile.
Ma partiamo dall'inizio, di questo fine settimana all'insegna dell'atipicità.
Non so davvero da dove cominciare per elencare le mille cose strane ed inusuali che hanno caratterizzato questa, che più che una gara è stato un "percorso" del corpo, della mente e dello spirito.
Potrei cominciare dal fatto che per la prima volta nella nostra carriera di podisti, sia io che il mio amico Denis abbiamo coinvolto le rispettive mogli, non solo nel ruolo di spettatrici passive, come era già accaduto diverse volte in passato, ma come attrici attive e fattive della "competizione". Passerei poi al tipo di competizione, anzi, di evento. Questa eco-maratona del sale prevedeva, distribuiti nei tre giorni di venerdì, sabato e domenica, una serie di eventi, sportivi e non, che sono culminati nella giornata di domenica 15 maggio, con lo svolgersi concomitante di 4, dico 4, diverse gare su altrettanti percorsi diversi. Una maratona di 42 km, una mezza mezza maratona di 21, una 11 km competitiva, una camminata di 7 ed una inusuale run&bike di 25 km che è stata la gara che ci ha visto protagonisti.


Arrivati a Cervia il sabato precedente la gara, ci siamo concessi una serata di passeggio tra le vie del centro e lungo il porto canale. L'expo, a dire il vero un po'striminzito, era solo una delle tante bancarelle presenti per le strade che offrivano agli avventori ogni sorta di cianfrusaglia o di leccornia.
Una cena in una ristorante di Milano Marittima ed una passeggiata digestiva tra la "movida" della nota località balneare, hanno proseguito la serata del sabato, terminata con un enorme acquazzone che ci ha costretti ad avventuroso un ritorno a casa, impegnati ed evitare i fiumi di acqua che ci si riversavano addosso da ogni direzione.
Le previsioni per il giorno successivo non erano davvero incoraggianti, tutti i servizio meteo promettevano una pioggia insistente almeno per tutta la mattinata di domenica. 
In barba a tutto ed a tutti, la riviera romagnola ci ha regalato, il mattino seguente, una meravigliosa giornata per la corsa, soleggiata ma al tempo stesso non troppo calda. Praticamente il giorno perfetto! 
Un pullman ci ha portati da Cervia (luogo dove era previsto l'arrivo) sino alla chiesa di S.Apollinare in Classe, anzi un paio di km più in là a dire il vero, da lì dopo le rituali pratiche pre-gara, siamo partiti per vivere un'avventura che non avevamo idea di cosa ci riservasse. 
Questo senso di ignoto, di sconosciuto, è stato il filo rosso che ha cucito assieme tutti e 27 (si, perché alla fine sono diventati 27) i chilometri che dividevano la partenza dall'arrivo. 
Sconosciuto il percorso, che si rivelerà meraviglioso, tra valli e pinete,spiagge, argini e canali e che ci ha regalato un susseguirsi ininterrotto di emozioni che hanno coinvolto tutti i sensi, i profumi dei tamerici, gli scorci del paesaggio, i rumori della pineta umida dalla notte precedente.
Sconosciuti gli "avversari" che erano veramente rappresentativi delle più disparate categorie di sportivi, dalle coppie di amici entrambi malati di corsa o bici, fino alle coppie di fidanzati, dove lei o lui si è piegata al suo desiderio di provare anche questo tipo di esperienza. 
Sconosciuti i km percorsi o da percorrere, perché le segnalazioni chilometriche erano inesistenti. 
Incognita persino la nostra reazione o quella delle nostre mogli, che mai prima d'orasi erano cimentate in un evento di questo tipo, a cavallo tra un trial ed una biciclettata, che le portasse a percorrere così tanta strada assieme a noi in sella ad una mountain bike.
Alla fine tutto è stato perfetto e si è svolto come da copione. Denis ha fatto un milione di fotografie, io mi sono sgolato tra risate e "Dai movite!" fino al 20^ chilometro quando sono passato alla mia ormai celebre modalità "insegui, raggiungi, sorpassa". Con il cervello obnubilato dalle endorfine ed ossessionato da un tipo con la maglietta gialla che ci aveva sorpassato qualche decina di chilometri prima ho iniziato una cavalcata solitaria che pensavo fosse di 5, speravo fosse di 3 ed invece è diventata di 7 km.


Arrivato sotto il gonfiabile, dopo aver portato a termine i sorpassi che mi ero prefisso, mi ritrovo decisamente provato ed abbraccio mia moglie che mi ha sostenuto indefessa per tutto il tempo, incitandomi a non molare.

Promossa, quindi, a pieni voti questa esperienza di vita. Arriveremo sicuramente più preparati e meno rapito dalla sorpresa alla prossima edizione che ci vedrà, per quando mi riguarda di nuovo protagonisti per i sentieri del litorale adriatico.
Arrivederci Cervia.

Let's run4fun.











venerdì 7 agosto 2015

20/07/2015: Filosofia da bar sport, in una rovente estate italiana. Porto Viro (RO).


Ci sono momenti nei quai sei preso da mille impegni, la frenesia, l'ansia da prestazione (e non intendo quella sessuale) non ti permettono di soffermarti sul significato di quello che in quel momento stai cercando faticosamente di portare a temine. 
Che sia un lavoro, un titolo di studio, un progetto particolare ... tutto quello che occupa un parte del tuo tempo, una frazione seppur infinitesimale della tua vita ha un significato, uno scopo, una missione ben precisa che, dicevo, talvolta rischia di non essere più riconoscibile.
Così ti ritrovi a fare il punto della situazione, a tirare delle inopportune e premature somme su quello che hai fatto, che stai facendo o che ti riprometti di fare nel prossimo futuro.
Tra gli addendi, inevitabilmente, finisce anche questo blog, questo coacervo di pensieri più o meno significativi, questo fiume di parole dove il comune denominatore è lo sport e l'amicizia.

- "Ha senso spendere tanto tempo e tante riflessioni su questa pagina virtuale? Quale è il famoso fine a cui votare tanta passione?"

Non esiste una risposta, o perlomeno non esiste una risposta "giusta" alle domande in questione. 
Lo scopo di tutte le nostre fatiche è, spesso ed un po' egoisticamente, la spasmodica ricerca della "felicità", di quel piccolo benessere interiore che ogni uno di noi trova in posti e modi diversi. 
Le emozioni vissute durante le gare, il piacere di trovarsi in compagnia di persone che condividono la tua stessa passione ti avvicinano a quell'euforia che ti spinge, come una droga, a cercare ancora quei brividi, quelle sensazioni. 
Ecco che magari decidi di scriverle, di provare a fissare quegli istanti, quella fatica, quelle risate; un po' perché vorresti che un giorno, rileggendole, potessero tornare ad affollare la tua mente, a drogare il tuo cervello, un po' anche per esercizio di stile, per metterti ulteriormente alla prova, per vedere se quei brividi possono percorrere anche la spina dorsale di un tuo eventuale lettore.
Poi, ogni tanto, incontri qualcuno che ti dice che legge con assiduità i tuoi scritti e ti ringrazia perché quelle emozioni che tu hai mescolato con le parole, sono emerse dalle righe e lo hanno travolto, drogato, fatto sognare ... e allora capisci che la risposta alle tue domande è :"Si, ne vale la pena!". Perché il piacere di donare, siano pure soltanto emozioni, è una gratificazione senza prezzo!

Let's run4fun



lunedì 18 maggio 2015

17/05/2015: 1^ Corri in Sacca. Porto Tolle (RO).





Era partito tutto un po in sordina e questa sensazione, a cavallo tra l'esclusività e l'ignoranza ha pervaso tutta questa bellissima giornata trascorsa nel "MIO" delta del Po.

Fatico a fare una cronaca distaccata ed obiettiva di quella che non è stata, e non voleva nemmeno essere, una gara podistica ma un viaggio, una esperienza sensoriale dentro il nostro magnifico delta e dentro ognuno di noi, che ci ha permesso di ritrovare la consapevolezza di vivere, a volte colpevolmente ignari del fatto, in uno dei posti più belli d'europa.

Ci ritroviamo, io e mia moglie, Denis e signora, Andrea purtroppo orfano della moglie, Paolo e Filippo con moglie e figlia,  poco più tardi delle 8 di mattina, nella piazza principale del comune di Porto Tolle. 
Eravamo già stati informati sulla necessità di prenotare con anticipo per poter usufruire dell'escursione nelle acque del grande fiume, piatto forte del ricco programma giornaliero, e quindi con calma abbiamo iscritto noi, mogli e figli, alle rispettive iniziative, chi la corsa di 11 km e chi la camminata di 8.


il viaggio in barca è stato meraviglioso. Complice una giornata di deciso stampo estivo e l'allegra compagnia, l'ora che ci separava dalla partenza situata dietro il comune di Porto Tolle, all'attracco in località Bonelli, è letteralmente volata. Filippo, che in questi luoghi ha lavorato a lungo, ci faceva da cicerone, spiegando a noi e agli altri compagni di viaggio, i posti i nomi dei rami del fiume e le opere idrauliche che incontravamo lungo il percorso. 
Una volta giunti a destinazione la puntuale organizzazione curata dal Gruppo podistico Porto Tolle, ci ha accompagnati fino alla locale azienda agricola dove era stata allestita la partenza.


Saranno 11 chilometri durissimi, corsi sotto un inaspettato sole cocente, mitigati solo dalla bellezza del paesaggio circostante. Come al solito il mr. Hyde che alberga nella mia testa, ha la meglio sul dr. Jakyll e così non riesco trattenermi dal dare tutto quello che posso dare, nonostante la gara sia una non competitiva e che tutti i miei amici decidano di fare corsa assieme. Dopo un avvio cauto, assieme ad Enrico, al quinto chilometro rompo gli indugi e provo ad andare a riprendere qualcuno che mi precede. Dopo due o tre sorpassi non mi rimane che una cavalcata solitaria verso l'arrivo posizionato nella magnifica oasi faunistica di Ca'Mello.
All'arrivo il meritato ristoro e, dopo aver aspettato l'arrivo del resto del gruppo, due ottimi piatti di risotto concludono questa splendida giornata in attesa che l'autobus, messoci a disposizione dalla pro loco, ci accompagni alle nostre macchine.

Un'esperienza trasversale che ripeteremo sicuramente nella prossima edizione, nella speranza che le buone idee anche se talvolta poco valorizzate, possano gettare il seme per nuovi progetti come questo, in un futuro non troppo lontano.

Let's run4fun.

  



domenica 15 luglio 2012

13/07/2012: Coppa Cobram 2012. Riccione (FC).

"Smetto quando voglio!" Quante volte abbiamo sentito questo adagio uscire dalla bocca di incalliti tabagisti o disperati tossicodipendenti. 
La stessa frase, la stessa promessa di rimanere lontano dalle corse almeno fino a settembre nel tentativo di dare il tempo alla mia fascite di compiere il suo corso e di lasciarmi "finalmente" riprendere, piano piano, la mia attività di runner, era stata da me  pronunciata almeno cento volte nel corso delle ultime tre settimane.  
Ma... ecco arrivare la telefonata di Gianluca. "Quest'anno rifanno la Cobram a Riccione!". Cerco di svincolarmi, so che non devo correre, ma la testa torna alle passate edizioni: Il viaggio in macchina, le risate, la riviera romagnola, la movida. "Vengo a vedervi, blatero senza troppa convinzione, ma assolutamente niente corsa!".

"Smetto quando voglio!" ... ma sono solo 1600 mt. Ecco! Le solite scuse con le quali menti più a te stesso che agli altri, ma che bastano per farti buttare a capofitto in questa  esperienza dove la corsa è solo uno, forse nemmeno il più importante,  degli elementi che fanno di questo appuntamento uno dei più belli dell'annata podistica di noi run4funner.

Le solite 2 ore di macchina non ci spaventano, e arriviamo a Riccione in perfetto orario. Dopo un parcheggio "strategico" ci avviamo verso il lungomare per ritirare i nostri pettorali. Gianluca ci ha già iscritti da tempo tanto che partiremo con il pettorale n.4. La squadra è la stessa del 2007: io, Gianluca, Denis e Michele, ma a differenza delle passate edizioni per questo 2012, dopo 4 anni di pausa, i partecipanti sono decisamente aumentati, tanto che conteremo almeno 48 squadre.


Dopo le foto di rito con i numerosi "Vip" presenti, ci prepariamo alla partenza. Quest'anno rompiamo un po' gli schemi e facciamo partire per primo il buon Dennis "Zizza", teniamo le frazioni centrali per me e Michele e lasciamo l'onere del recupero finale al Gian che è il più in forma di tutti.
Tutto si gioca in mezz'ora. Ogni uno di noi da il meglio ed alla fine finiremo con un onorevole 13^ posto.
Poi comincia il "dopo Coppa Cobram", fatto di docce improvvisate negli stabilimenti balneari, dalla passeggiata per un affollatissimo Viale Ceccarini, da una pizza nel "solito" locale esclusivo selezionato dallo Smerd e dalla visita ad una bellissima manifestazione eno-gastronomica a pochi passi da rinnovato lungomare riccionese.
Alla fine, vittime più della nostra coscienza che della stanchezza, ci rimettiamo in macchina pronti a rituffarci nella routine dopo questa meravigliosa parentesi.
Al Prossimo anno! Let's run4fun.




domenica 24 giugno 2012

22/06/2012: 4^ Corri Mestre. Mestre (VE)

Ci siamo affidati ad un veterano come Gianluca e ci siamo fatti accompagnare, per mano, a scoprire la quarta edizione della Corri Mestre, bella gara notturna ottimamente organizzata dal team della Venice Marathon ( lo stesso che organizza l'omonima competizione e la moonlight half marathon di Jesolo).
Abbandonati in fretta e furia i rispettivi luoghi di lavoro delegando i fidi collaboratori alle chiusure, io Gianluca e Michele,(questa era la delegazione le G.P. avis Taglio di Po)ci siamo messi sulla sdtrada in direzione Mestre.
Arrivati ci dedichiamo al rito della vestizione sistemandoci nel tendone allestito dall'organizzazione a pochi passi dal via e lasciamo la borsa in un pittoresco deposito collocato sulla scalinata del palazzetto.
Partenze diverse, ben tre, per i numerossissimi podisti arrivati. Prima le donne, alle quali spettavano 2 giri del circuto cittadino per un totale di 4900 mt. Seconda partenza per gli over 45, nella quale ha gareggiato il nostro Michele, i quali hanno dovuto compiere ben 4 durissime tornate ad un rimo indiavolato ed accompagnati da un caldo infernale.
Il livello, qualitativo, altissimo dei parteciapnti è stata la nota dominante di tutta la manifestazione. Io e lo Smerd, guardando le facce di coloro che ci circondano, puntiamo ad una gara attendista per poi sferrare nella seconda metà un attacco deciso. Michele che ha appena terminato, ci mette in guardia sul rischio di farsi trascinare dalla mischia e di fare la prima parte tropoo veloce come è successo a lui... decidiamo, perciò, di sistemarci sul fondo del gruppone.
Lo sparo rompe il vociare dei runner schierati che si lanciano letteralmente a capofitto nel primo collo di bottiglia, che si allarga ben presto lasciando briglia sciolta al nostro desiderio di sorpassare. Mi accorgo, però, che la gara di rimonta non è così scontata dato che pur "navigando" nelle retrovie ci attestiamo ampiamente sotto i 4.30/km.
Gianluca riamane qualche passo avanti a me e mi chiamo con cadenza regolare per verificare la mia condizione e la mia posizione. All'inizio del terzo giro ad incrementare il senso di inadeguatezza ci pensa l'arrivo della testa della corsa che ci sorpassa ad una velocità strabiliante quasi noi fossimo in pellegrinaggio in terra santa.
Il pubblico ci incita ed a ogni passaggio cerco Michele con lo sguardo per fare in modo che le foto di rito mi ritraggano con un "falso" sorriso che non lasci trasparire la sofferenza patita.
All'ultimo giro minaccio Gianluca e gli "ordino" di correre al suo ritmo e di lasciarmi solo con la mia fatica. Detto! Fatto! La sua rimonta comincia inesorabile seguita, a distanza, dalla mia anche se di più modesta entità. Finiamo attorno ai 44 minuti, poco sopra io, poco sotto Gianluca; stremati ma felici.
Prima di lasciare la cittadina veneta una doccia collettiva ed approssimativa, con una fantomatica "canna" che veniva fatta girare tra i podisti sudati prestandosi ai più beceri doppisensi di sempre ed una pizza per raffreddare anima e corpo.
Let's run4fun!