mercoledì 22 febbraio 2017

19/02/2017: 4^ PROVA CIRCUITO DEGLI 8 COMUNI. MASSA FISCAGLIA (FE).


Oltre le aspettative.

La parola d'ordine di questa domenica di sport è stata senza dubbio questa.
Tutto è andato decisamente un gradino al di sopra dell'atteso.

La giornata è partita con la consueta "alzataccia". La gara era relativamente vicina quindi nella mia testa ero preparato ad un risveglio dolce ad un orario decente. Invece, vuoi perché l'amico Massimiliano si è offerto di accompagnarci in quel di Massa Fiscaglia, vuoi perché abbiamo deciso di prendercela con calma, la sveglia è suonata decisamente presto... oltre le aspettative.
Poco male, la borsa era pronta dal giorno prima e oramai il fisico da cinquantenne è più avvezzo alle sveglie mattutine che alla serate brave. Confortato da una sensazione di primavera incipiente, che a dire il vero è più una voglia di primavera, ho "farcito" la borsa con dell'abbigliamento decisamente leggero: pantaloncini, maglia a maniche corte,  tralasciando volutamente i fastidiosi bardamenti invernali come berretto e guanti. 
La giornata però si è rivelata inaspettatamente umida e fredda ( oltre le aspettative ) tanto da farmi rimpiangere la mia sfacciata voglia di caldo ed a costringermi a cercare un rifugio per poter sopravvivere alle fasi pre-gara, passando dal bar al teatro e cercando di rimanere vestito il più a lungo possibile.
Ad accompagnarmi in questa avventura tra le nebbie della bassa ferrarese questa domenica ci sono dei nuovi amici, assieme al buon "vecchio" Gianluca, correranno questo 6000 tirato anche Massimiliano ed Andrea, entrambi provenienti da altri sport ed avvicinatisi al podismo da relativamente poco e, tuttavia, ambedue estremamente veloci e competitivi.
Dopo qualche minuto di riscaldamento, scattata la foto di rito, ci prepariamo per questa nuova ed avvincente sfida. L'obiettivo, non dichiarato, ma abbastanza palese per me, era quello di riuscire a stare davanti a Gianluca e Patrtrizio. Ambizioso, certo, ma visto il mio attuale stato di grazia ( poco dolore al piede ) ci credo, e voglio provarci.
Ovviamente nessuno dei tre pensa di mollare l'osso tanto facilmente, ma ogni uno, nella sua testolina, pianifica la strategia da seguire.
Allo start, Gianluca prende letteralmente il volo, mente Patrizio decide di tallonarmi da vicino. Ho già visto Il Gian partire con quel piglio, la domenica precedente ad Abano è partito con lo stesso ritmo, cedendo poi sul finale... io spero, ardentemente, che oggi accada la stessa cosa.
Mi dimentico di Patrizio e, marco a uomo, Gianluca che non accenna a diminuire il passo e, anzi, dopo il primo km, dove corricchiamo imbottigliati, piazza un secondo chilometro a tutta, mettendo tra di noi qualche decina di metri di troppo.
Comincio a calcolare, quanto rimane e dove poter tentare di raggiungerlo. Non guardo mai il Garmin, non voglio lasciarmi condizionare o spaventare dall'andatura indicata da quei numeri maledetti, mentre vedo che ad un certo punto il Gian comincia a sbirciare con insistenza il proprio gps. E'il momento giusto! Scalo una marcia virtuale e gioco il jolly. Mancano poco più di 2 km e so che posso farli entrambi "fuori giri"... mi auguro solo che Gianluca non sia in grado di rispondere alla improvvisa accelerazione. Conosco il mio avversario e so che in un ipotetico arrivo il volata non avrei speranze, quindi devo portare l'attacco sulla distanza.
Lo supero. Trovo anche il coraggio d pronunciare un piccolo sfottò, mentre il  mio Garmin mi dice che mancano 1,5 km all'arrivo. Saranno i 1500 metri più lunghi della mia vita, trascorsi, cercando di trovare un millimetro cubo di aria in più, da far fluire nei miei esausti polmoni e con l'orecchio perennemente teso ad ascoltare qualsiasi avvisaglia di un ritorno dell'indomabile Gianluca.
Sono stanchissimo e gli ultimi 500 metri sono addirittura agonizzante e poco lucido, al punto che temo di inciampare in qualche tombino e perciò rallento vistosamente. Gianluca se ne accorge e parte con un tentativo di rimonta.
Massimiliano ed Andrea sono già arrivati da un pezzo, loro hanno fatto un'altra gara in competizione con gli atleti di vertice viaggiando ben sotto i 4' al km.

Arrivo, alzo le braccia la cielo in un gesto liberatorio e non ho nemmeno il coraggio, e la velleità, di guardarmi indietro per sapere di quanto sono riuscito a staccare il Gian. Mi accorgo, poi, che i metri erano davvero pochi... non avrei potuto rintuzzare il suo ritorno per molto e sono davvero felice per aver saputo resistere così a lungo con il motore "sbiellato"
Cerchiamo Patrizio con sguardo ma non lo vediamo immediatamente dietro di noi. Arriverà, sconsolato, qualche decina di secondi dopo, lamentandosi della tortuosità del percorso e della sua performance non all'altezza.

La media segnata sul cronometro, alla fine è di 4'e 13" /km decisamente...  oltre le aspettative!!

Lets'run4fun.  










sabato 14 gennaio 2017

08/01/2017: 6^ Cross Villa Imperiale. Galliera Veneta (PD)


Ci vuole veramente una vagonata di sana incoscenza per alzarsi in una fredda, anzi freddissima, domenica di gennaio, e viaggiare in macchina fino a Galliera Veneta (PD) dove si tiene la 1^ prova del Campionato Regionale Master di Cross.

Per qualche strano motivo, che ancora non sono riuscito bene a definire, mi ha sempre ingolosito l'idea di pareciapre ad una gara di questa specialità. Forse sarà perchè lo spirito delle campestri delle scuole medie aleggia o meglio, serpeggia, ancora da qualche parte, mai sopito, su fondo della mia non più giovane anima. Quello stessospirito ha puntato la sveglia alle 6.15, ha fatto in modo che il mio corpo abbandonasse il caldo abbraccio del piumone e mi ha "consegnato" nelle sapienti mani di Michele che ha accompaganto me, e Sandra, su campi di gara.

Il "clima", nonostante la consueta goliardia, è quello degli eventi importanti.
L'ottima organizzazione, tranne qualche piccola pecca nella gestione della consegna dei pettorali, la presenza dei giudici Fidal, gli speaker che annunciano partenze e riusultati, tutto trasmette una sensazione di preaparazione, qualità ed ufficialità.
Cominciano la prime chiacchiere da bar, su come e quanto vestirsi, sulle scarpe da usare, su come gestire la gara. In questo frangente scopro che il livello richiesto è altissimo; decisamante al di sopra del mio attuale stato di forma e di preparazione. Ma, oramai, ci siamo è impossibile tirarsi indietro, mi dispiacerebbe solo arrivare ultimo e mi riprometto di fare di tutto per evitare questa eventualià.
 
Io e Michele, poco prima della partenza, decidiamo di fare un poco di riscaldamento. Indosso le mie nuove scarpette da cross, che aspettano, impazienti, di ricevere il battesimo sul campo. Il fondo, complice il fatto che siamo i primi a partire e che la temperatura è ancora sotto lo zero, è praticamete una lastra di travertino, tanto che motlti decidono di togliere le scarpe chiodate per optare per una normale scarpa da running, mentre io, cocciutamente, voglio provare a fare la gara con le scarpe nuove.
Il giro di riscaldamento è più lungo del previsto, tanto che arriviamo affannosamente sotto il gonfibile della partenza già in debito di ossigeno. 
Repentinamente il via. Il gruppone parte. Sembra meno chiassoso dei soliti, vuoi per la mancanza dell'asfatlto, vuoi per il fatto che partono tutti fortissimo dal primo metro. 
Fisso il terreno e mi ritrovo in molti punti a "danzare" tra le cunette e le buche piuttosto che a correre. E' impossibile mantenere una ritmo costante, devi allungare o accorciare il passo per scansare una buca, rallentare per una curva o una salita, accelerare nei piccoli rettilinei... ma la cosa mi piace un sacco. 
Dopo il primo dei tre giri previsti, sono già nella zona rossa del contagiri. Non va bene così! In quelle condizioni, di solito, puoi fare uno sprint, puoi stringere i denti per l'ultimo 1000. Oggi io sto correndo i 2/3 della gara con la sola forza di volontà, e vi  assicuro che più di qualche volta il diavolo tentatore mi ha sussurrato all'orecchio di fermarmi e lasciare perdere. Non lo ascolto e anzi rovisto nel fondo del barile e trovo quel briciolo di autostima rimasta, la condisco con una innata propensione alla sfida e, addirittura, riesco, incredulo, a piazzre qualche sorpasso nei tratti tortuosi.

Alla fine, sono riuscito nel mio proposito di non finire ultimo, lasciando alla mie spalle una manciata di crossisti, e coltivando in un algolino del mio cuore, la speranza di poter sconfiggere con la stessa tenacia anche i miei acciacci che mi peseguitano da tempo immemore, e quella di scalare qualche posizione nella prossima tappa di Vittorio Veneto.


martedì 28 giugno 2016

25/06/2016: TROFEO RUN4FUN, L'EPILOGO. ISOLA DI ALBARELLA (RO)

Si è consumato, nel classico clima conviviale, l'ultimo, solo in ordine di tempo, capitolo della saga legata al trofeo run4fun.
Per chi ci seguisse solo da poco eccovi un breve ripasso del banale regolamento:

 1) il trofeo è aperto ai run4funner, ossia chiunque corre per pura passione e divertimento. Sono esclusi i professionisti e chiunque abbia corso nei 12 mesi precedenti al suo svolgimento la mezza maratona in meno di 1h e 35'.
2) la gara dove il tofeo è messo in palio è la mezza maratona.
3) il trofeo è detenuto dal vincitore che DEVE rimetterlo in palio passati 12mesi dall'edizione precedente o nell'edizione successiva della gara dove l'ha conquistato. Se il trofeo non viene rimesso in palio entro 18 mesi si interverrà d'ufficio.
4) chi accetta di parteciparvi acconsente, in caso di sconfitta, a sopportare qualsiasi forma, lecita e civile, di ludibrio e "ridicolizzazione" pubblica senza poter replicare in alcun modo.


Il trofeo nato nel gennaio del 2012 non era mai stato nella mia bacheca, le assegnazioni precedenti sono state viziate, infatti, da una serie di sfortunate coincidenze che hanno portato ad escludere ora uno ora l'altro dei "concorrenti" ... non riuscendo  di fatto mai a far coincidere una gara dove fossimo tutti e tre partecipanti attivi e "sani" della competizione.
Un colpo di stato lo aveva assegnato a Denis, nel maggio del 2012 e da allora era stato rimesso in palio solo nel aprile del 2015 durante la maratonina dei dogi dove, stavolta in maniera assolutamente legittima, era rimasto nelle sue mani.
Finalmente nell'edizione 2016 della mezza di Jesolo una gara dove, presenti tutti e tre, siamo riusciti rimettere in gioco l'agognato trofeo, che oggi troneggia in tutto il suo splendore su di un mobile della mia camera.
Let's run4fun!





martedì 31 maggio 2016

28/05/2016: 6^ MOONLIGHT HALF MARATHON. JESOLO (VE)

Sarà la fresca brezza della sera, sarà la mezza giornata di sabato libera con la prospettiva di passare la serata a zonzo per Jesolo come un eterno adolescente, fatto sta che questa Moonlight half marathon mi riserva sempre delle belle soddisfazioni.

Partiamo alle 14 con il cuore carico di patemi data la prospettiva di doverci alzare presto la domenica mattina successiva, per onorare il nostri impegno di "gestione" della gara di Taglio di Po. 
Alla configurazione tipo dei run4fun io, Denis e Cristiano si è aggiunto Nicola, in piena tempesta ormonale da "neorunner" che dopo essersi tanto allenato con costanza e precisione, e dopo un lungo periodo di stop forzato per problemi allo sciatico, torna ad indossare il pettorale e si cimenta con la mezza maratona per la seconda volta nella sua vita.
Il ritiro dei pettorali avviene con inusuale celerità, tanto che arrivo a pensare tra me, che quest'anno l'edizione sia sotto tono rispetto agli atri anni. Poca fila alla consegna dei pettorali, pochissima al ritiro dei pacchi gara, tanto che riesco persino a farmi personalizzare la maglietta (Lo Snupo) ed un orario di "imbarco" sull'autobus per punta sabbioni quasi umano.
Sono stato felicemente sorpreso, invece, di trovarmi al via con 6000, dico, 6000 runners che fremevamo per mettersi alle spalle questi 21k di puro divertimento.

Per competere con la collaudata macchina organizzatrice del gurppo "venice marathon", io ho messo in campo la mia altrettanto collaudata tattica di gara. Prima parte attendista, cercando di portare Denis il più possibile con me a dei ritmi accettabili e seconda parte in "negative split" portando il ritmo ben sotto i 5' al km.
Dopo soli 10 km, il mio socio, infatti mi lascia fare corsa solitaria, una sensazione inspiegabile, questa della solitudine, perché era impossibile percorrere un metro senza essere preceduti, affiancati o seguiti da un altro podista, ma una sensazione che mi ha accompagnato sino al traguardo. Solo con me stesso, con il cervello impegnato in equazioni improbabili, in proiezioni che neanche gli exit-pol alle elezioni osano formulare; sui tempi di arrivo, sulla media al km da tenere, sul ritmo del respiro, su quel dolore provocato, forse, da un calzino infilato frettolosamente.

Chiudo la gara, evidentemente affaticato, come scoprirò dalle foto pubblicate sul sito della TDS, ma estremamente felice per aver tagliato il traguardo alcune decine di secondi prima dell ora e quarantacinque che mi ero prefissato (anche se avevo dichiarato, come al solito, che 1h:45' fosse la mia massima aspirazione).
Dopo aver gironzolato, ed essermi rifocillato e riposato, ho atteso l'arrivo dei miei amici. Nicola corona questa splendida giornata con il suo PB 1.49.48. Mentre Cristiano e Denis finiscono sopra l'ora e cinquanta.
Una cena alternativa in una "griglieria" "fondamentalista", dove patatine fritte, pane, dolci e caffè, sono vietati come il maiale in Palestina, chiude questa bella bella giornata.


Qui la Coppa in una immagine di repertorio
Aspetto la consegna della coppa, che mi spetta di diritto, per poterla esporre per qualche tempo nella mia bacheca.

Let's run4fun













martedì 17 maggio 2016

15/05/2016: 1^ ecomaratona del sale. Cervia (RA)

E'difficile classificare un'esperienza come quella vissuta in questo week end di un Maggio capriccioso.
Una piccola pietra miliare nella mia personale storia di podista è sicuramente stata posta in maniera salda ed irremovibile.
Ma partiamo dall'inizio, di questo fine settimana all'insegna dell'atipicità.
Non so davvero da dove cominciare per elencare le mille cose strane ed inusuali che hanno caratterizzato questa, che più che una gara è stato un "percorso" del corpo, della mente e dello spirito.
Potrei cominciare dal fatto che per la prima volta nella nostra carriera di podisti, sia io che il mio amico Denis abbiamo coinvolto le rispettive mogli, non solo nel ruolo di spettatrici passive, come era già accaduto diverse volte in passato, ma come attrici attive e fattive della "competizione". Passerei poi al tipo di competizione, anzi, di evento. Questa eco-maratona del sale prevedeva, distribuiti nei tre giorni di venerdì, sabato e domenica, una serie di eventi, sportivi e non, che sono culminati nella giornata di domenica 15 maggio, con lo svolgersi concomitante di 4, dico 4, diverse gare su altrettanti percorsi diversi. Una maratona di 42 km, una mezza mezza maratona di 21, una 11 km competitiva, una camminata di 7 ed una inusuale run&bike di 25 km che è stata la gara che ci ha visto protagonisti.


Arrivati a Cervia il sabato precedente la gara, ci siamo concessi una serata di passeggio tra le vie del centro e lungo il porto canale. L'expo, a dire il vero un po'striminzito, era solo una delle tante bancarelle presenti per le strade che offrivano agli avventori ogni sorta di cianfrusaglia o di leccornia.
Una cena in una ristorante di Milano Marittima ed una passeggiata digestiva tra la "movida" della nota località balneare, hanno proseguito la serata del sabato, terminata con un enorme acquazzone che ci ha costretti ad avventuroso un ritorno a casa, impegnati ed evitare i fiumi di acqua che ci si riversavano addosso da ogni direzione.
Le previsioni per il giorno successivo non erano davvero incoraggianti, tutti i servizio meteo promettevano una pioggia insistente almeno per tutta la mattinata di domenica. 
In barba a tutto ed a tutti, la riviera romagnola ci ha regalato, il mattino seguente, una meravigliosa giornata per la corsa, soleggiata ma al tempo stesso non troppo calda. Praticamente il giorno perfetto! 
Un pullman ci ha portati da Cervia (luogo dove era previsto l'arrivo) sino alla chiesa di S.Apollinare in Classe, anzi un paio di km più in là a dire il vero, da lì dopo le rituali pratiche pre-gara, siamo partiti per vivere un'avventura che non avevamo idea di cosa ci riservasse. 
Questo senso di ignoto, di sconosciuto, è stato il filo rosso che ha cucito assieme tutti e 27 (si, perché alla fine sono diventati 27) i chilometri che dividevano la partenza dall'arrivo. 
Sconosciuto il percorso, che si rivelerà meraviglioso, tra valli e pinete,spiagge, argini e canali e che ci ha regalato un susseguirsi ininterrotto di emozioni che hanno coinvolto tutti i sensi, i profumi dei tamerici, gli scorci del paesaggio, i rumori della pineta umida dalla notte precedente.
Sconosciuti gli "avversari" che erano veramente rappresentativi delle più disparate categorie di sportivi, dalle coppie di amici entrambi malati di corsa o bici, fino alle coppie di fidanzati, dove lei o lui si è piegata al suo desiderio di provare anche questo tipo di esperienza. 
Sconosciuti i km percorsi o da percorrere, perché le segnalazioni chilometriche erano inesistenti. 
Incognita persino la nostra reazione o quella delle nostre mogli, che mai prima d'orasi erano cimentate in un evento di questo tipo, a cavallo tra un trial ed una biciclettata, che le portasse a percorrere così tanta strada assieme a noi in sella ad una mountain bike.
Alla fine tutto è stato perfetto e si è svolto come da copione. Denis ha fatto un milione di fotografie, io mi sono sgolato tra risate e "Dai movite!" fino al 20^ chilometro quando sono passato alla mia ormai celebre modalità "insegui, raggiungi, sorpassa". Con il cervello obnubilato dalle endorfine ed ossessionato da un tipo con la maglietta gialla che ci aveva sorpassato qualche decina di chilometri prima ho iniziato una cavalcata solitaria che pensavo fosse di 5, speravo fosse di 3 ed invece è diventata di 7 km.


Arrivato sotto il gonfiabile, dopo aver portato a termine i sorpassi che mi ero prefisso, mi ritrovo decisamente provato ed abbraccio mia moglie che mi ha sostenuto indefessa per tutto il tempo, incitandomi a non molare.

Promossa, quindi, a pieni voti questa esperienza di vita. Arriveremo sicuramente più preparati e meno rapito dalla sorpresa alla prossima edizione che ci vedrà, per quando mi riguarda di nuovo protagonisti per i sentieri del litorale adriatico.
Arrivederci Cervia.

Let's run4fun.











martedì 12 aprile 2016

10/04/2016: 2^ Rovigo Half Marathon. Rovigo (RO).


Sembra una fotocopia dello scorso anno... ed in un certo senso lo è.
Come lo scorso anno questa bella competizione ha segnato il mio rientro alle gare dopo una lunga, troppo lunga, sosta; come lo scorso anno una splendida domenica di sole ci ha accolti assieme ad una città festante e ben disposta, nonostante i disagi che una gara podistica che si snoda per le vie del centro, inevitabilmente, porta al traffico ed alla logistica in generale. 
Formazione dei run4fun al super completo per questo 2016. Io, Cristiano e Denis accompagnati da Andrea ed Alice, senza nessuna velleità cronometrica dato che ogni uno di noi ha attraversato, a modo suo, un periodo sportivamente piuttosto complicato.
Nonostante ciò l'adrenalina scorre copiosa nelle mie vene, il perché non lo so, ma ho scoperto questa domenica che oltre a non essere il solo che "soffre" di questa strana sindrome(vero Alice!?), la cosa mi fa veramente sentire "vivo e calciante", come cantavano i gloriosi Simple Minds.
Una volta consegnate le borse, scambio quattro chiacchiere con gli amici podisti che, vedendomi con il pettorale spillato sulla maglietta, si sperticano il lodi e pacche sulle spalle con gli occhi spiritati manco avessero visto la Madonna di Lourdes mettersi le dita nel naso.
Al via, Denis, Andrea ed Alice scappano impostando un ritmo diverso da quanto concordato, io resisto alla tentazione di seguirli e mi assesto con Cristiano ad una andatura che ci permette di chiacchierare ma, essendo partiti molto indietro, anche di sorpassare costantemente i runners che ci precedono.
Chiacchiero un po' con tutti. Con il mio compagno di corsa, con altri podisti conosciuti e sconosciuti, con la gente che timidamente si affaccia sulla soglia del portoncino di casa esortando altrettanto timidamente, i propri figli a dare "il 5" ai corridori in transito. Cristiano mi invita con insistenza a far gara per conto mio, rifiuto più vote l'invito sempre con meno decisione fino a rompere gli indugi al 12-esimo km, lasciandolo come se avessi dovuto fare una capatina più avanti per vedere se trovo un amico e poi ritornare di li a poco. 
Alcuni minuti dopo trovo Denis; mi avvicino sornione e gli assesto una pacca sul culo ... e una al morale. Chiedo informazioni su Andrea ed Alice, che lui dichiara essere vicinissimi. Prendo quindi il  coraggio a "due piedi" e parto al loro inseguimento. Li raggiungo al 17-esimo chilometro, tronfio ma indeciso sul da farsi. Sento che ho ancora qualche cosa da dare, ma nel frattempo ascolto le minacce dei miei piedi... poi vedo i palloncini dell'ora e cinquanta ed il mio cervello va in corto circuito ed entra in modalità "raggiungi e sorpassa". 
Incitato da Andrea raggiungo lo sparuto gruppo al seguito dei pacers e, sprezzante del rischio che sapevo di correre, proseguo nella mia cavalcata solitaria verso il traguardo.
Sotto l'arco il mi orologio segna 1h.49'.32" , il mio cuore deborda di gioia e cerco con lo sguardo qualcuno con cui condividere la mia soddisfazione. Trovo Michele che si complimenta con me e poi , via via, tutti gli altri, in un turbine crescente di scambio di tempi in cui l'unica cosa che vuoi è dire al prossimo che sei arrivato ...magari prima di lui. 
Che giornata!!
Let's run4fun.







venerdì 7 agosto 2015

20/07/2015: Filosofia da bar sport, in una rovente estate italiana. Porto Viro (RO).


Ci sono momenti nei quai sei preso da mille impegni, la frenesia, l'ansia da prestazione (e non intendo quella sessuale) non ti permettono di soffermarti sul significato di quello che in quel momento stai cercando faticosamente di portare a temine. 
Che sia un lavoro, un titolo di studio, un progetto particolare ... tutto quello che occupa un parte del tuo tempo, una frazione seppur infinitesimale della tua vita ha un significato, uno scopo, una missione ben precisa che, dicevo, talvolta rischia di non essere più riconoscibile.
Così ti ritrovi a fare il punto della situazione, a tirare delle inopportune e premature somme su quello che hai fatto, che stai facendo o che ti riprometti di fare nel prossimo futuro.
Tra gli addendi, inevitabilmente, finisce anche questo blog, questo coacervo di pensieri più o meno significativi, questo fiume di parole dove il comune denominatore è lo sport e l'amicizia.

- "Ha senso spendere tanto tempo e tante riflessioni su questa pagina virtuale? Quale è il famoso fine a cui votare tanta passione?"

Non esiste una risposta, o perlomeno non esiste una risposta "giusta" alle domande in questione. 
Lo scopo di tutte le nostre fatiche è, spesso ed un po' egoisticamente, la spasmodica ricerca della "felicità", di quel piccolo benessere interiore che ogni uno di noi trova in posti e modi diversi. 
Le emozioni vissute durante le gare, il piacere di trovarsi in compagnia di persone che condividono la tua stessa passione ti avvicinano a quell'euforia che ti spinge, come una droga, a cercare ancora quei brividi, quelle sensazioni. 
Ecco che magari decidi di scriverle, di provare a fissare quegli istanti, quella fatica, quelle risate; un po' perché vorresti che un giorno, rileggendole, potessero tornare ad affollare la tua mente, a drogare il tuo cervello, un po' anche per esercizio di stile, per metterti ulteriormente alla prova, per vedere se quei brividi possono percorrere anche la spina dorsale di un tuo eventuale lettore.
Poi, ogni tanto, incontri qualcuno che ti dice che legge con assiduità i tuoi scritti e ti ringrazia perché quelle emozioni che tu hai mescolato con le parole, sono emerse dalle righe e lo hanno travolto, drogato, fatto sognare ... e allora capisci che la risposta alle tue domande è :"Si, ne vale la pena!". Perché il piacere di donare, siano pure soltanto emozioni, è una gratificazione senza prezzo!

Let's run4fun