martedì 31 maggio 2016

28/05/2016: 6^ MOONLIGHT HALF MARATHON. JESOLO (VE)

Sarà la fresca brezza della sera, sarà la mezza giornata di sabato libera con la prospettiva di passare la serata a zonzo per Jesolo come un eterno adolescente, fatto sta che questa Moonlight half marathon mi riserva sempre delle belle soddisfazioni.

Partiamo alle 14 con il cuore carico di patemi data la prospettiva di doverci alzare presto la domenica mattina successiva, per onorare il nostri impegno di "gestione" della gara di Taglio di Po. 
Alla configurazione tipo dei run4fun io, Denis e Cristiano si è aggiunto Nicola, in piena tempesta ormonale da "neorunner" che dopo essersi tanto allenato con costanza e precisione, e dopo un lungo periodo di stop forzato per problemi allo sciatico, torna ad indossare il pettorale e si cimenta con la mezza maratona per la seconda volta nella sua vita.
Il ritiro dei pettorali avviene con inusuale celerità, tanto che arrivo a pensare tra me, che quest'anno l'edizione sia sotto tono rispetto agli atri anni. Poca fila alla consegna dei pettorali, pochissima al ritiro dei pacchi gara, tanto che riesco persino a farmi personalizzare la maglietta (Lo Snupo) ed un orario di "imbarco" sull'autobus per punta sabbioni quasi umano.
Sono stato felicemente sorpreso, invece, di trovarmi al via con 6000, dico, 6000 runners che fremevamo per mettersi alle spalle questi 21k di puro divertimento.

Per competere con la collaudata macchina organizzatrice del gurppo "venice marathon", io ho messo in campo la mia altrettanto collaudata tattica di gara. Prima parte attendista, cercando di portare Denis il più possibile con me a dei ritmi accettabili e seconda parte in "negative split" portando il ritmo ben sotto i 5' al km.
Dopo soli 10 km, il mio socio, infatti mi lascia fare corsa solitaria, una sensazione inspiegabile, questa della solitudine, perché era impossibile percorrere un metro senza essere preceduti, affiancati o seguiti da un altro podista, ma una sensazione che mi ha accompagnato sino al traguardo. Solo con me stesso, con il cervello impegnato in equazioni improbabili, in proiezioni che neanche gli exit-pol alle elezioni osano formulare; sui tempi di arrivo, sulla media al km da tenere, sul ritmo del respiro, su quel dolore provocato, forse, da un calzino infilato frettolosamente.

Chiudo la gara, evidentemente affaticato, come scoprirò dalle foto pubblicate sul sito della TDS, ma estremamente felice per aver tagliato il traguardo alcune decine di secondi prima dell ora e quarantacinque che mi ero prefissato (anche se avevo dichiarato, come al solito, che 1h:45' fosse la mia massima aspirazione).
Dopo aver gironzolato, ed essermi rifocillato e riposato, ho atteso l'arrivo dei miei amici. Nicola corona questa splendida giornata con il suo PB 1.49.48. Mentre Cristiano e Denis finiscono sopra l'ora e cinquanta.
Una cena alternativa in una "griglieria" "fondamentalista", dove patatine fritte, pane, dolci e caffè, sono vietati come il maiale in Palestina, chiude questa bella bella giornata.


Qui la Coppa in una immagine di repertorio
Aspetto la consegna della coppa, che mi spetta di diritto, per poterla esporre per qualche tempo nella mia bacheca.

Let's run4fun













martedì 17 maggio 2016

15/05/2016: 1^ ecomaratona del sale. Cervia (RA)

E'difficile classificare un'esperienza come quella vissuta in questo week end di un Maggio capriccioso.
Una piccola pietra miliare nella mia personale storia di podista è sicuramente stata posta in maniera salda ed irremovibile.
Ma partiamo dall'inizio, di questo fine settimana all'insegna dell'atipicità.
Non so davvero da dove cominciare per elencare le mille cose strane ed inusuali che hanno caratterizzato questa, che più che una gara è stato un "percorso" del corpo, della mente e dello spirito.
Potrei cominciare dal fatto che per la prima volta nella nostra carriera di podisti, sia io che il mio amico Denis abbiamo coinvolto le rispettive mogli, non solo nel ruolo di spettatrici passive, come era già accaduto diverse volte in passato, ma come attrici attive e fattive della "competizione". Passerei poi al tipo di competizione, anzi, di evento. Questa eco-maratona del sale prevedeva, distribuiti nei tre giorni di venerdì, sabato e domenica, una serie di eventi, sportivi e non, che sono culminati nella giornata di domenica 15 maggio, con lo svolgersi concomitante di 4, dico 4, diverse gare su altrettanti percorsi diversi. Una maratona di 42 km, una mezza mezza maratona di 21, una 11 km competitiva, una camminata di 7 ed una inusuale run&bike di 25 km che è stata la gara che ci ha visto protagonisti.


Arrivati a Cervia il sabato precedente la gara, ci siamo concessi una serata di passeggio tra le vie del centro e lungo il porto canale. L'expo, a dire il vero un po'striminzito, era solo una delle tante bancarelle presenti per le strade che offrivano agli avventori ogni sorta di cianfrusaglia o di leccornia.
Una cena in una ristorante di Milano Marittima ed una passeggiata digestiva tra la "movida" della nota località balneare, hanno proseguito la serata del sabato, terminata con un enorme acquazzone che ci ha costretti ad avventuroso un ritorno a casa, impegnati ed evitare i fiumi di acqua che ci si riversavano addosso da ogni direzione.
Le previsioni per il giorno successivo non erano davvero incoraggianti, tutti i servizio meteo promettevano una pioggia insistente almeno per tutta la mattinata di domenica. 
In barba a tutto ed a tutti, la riviera romagnola ci ha regalato, il mattino seguente, una meravigliosa giornata per la corsa, soleggiata ma al tempo stesso non troppo calda. Praticamente il giorno perfetto! 
Un pullman ci ha portati da Cervia (luogo dove era previsto l'arrivo) sino alla chiesa di S.Apollinare in Classe, anzi un paio di km più in là a dire il vero, da lì dopo le rituali pratiche pre-gara, siamo partiti per vivere un'avventura che non avevamo idea di cosa ci riservasse. 
Questo senso di ignoto, di sconosciuto, è stato il filo rosso che ha cucito assieme tutti e 27 (si, perché alla fine sono diventati 27) i chilometri che dividevano la partenza dall'arrivo. 
Sconosciuto il percorso, che si rivelerà meraviglioso, tra valli e pinete,spiagge, argini e canali e che ci ha regalato un susseguirsi ininterrotto di emozioni che hanno coinvolto tutti i sensi, i profumi dei tamerici, gli scorci del paesaggio, i rumori della pineta umida dalla notte precedente.
Sconosciuti gli "avversari" che erano veramente rappresentativi delle più disparate categorie di sportivi, dalle coppie di amici entrambi malati di corsa o bici, fino alle coppie di fidanzati, dove lei o lui si è piegata al suo desiderio di provare anche questo tipo di esperienza. 
Sconosciuti i km percorsi o da percorrere, perché le segnalazioni chilometriche erano inesistenti. 
Incognita persino la nostra reazione o quella delle nostre mogli, che mai prima d'orasi erano cimentate in un evento di questo tipo, a cavallo tra un trial ed una biciclettata, che le portasse a percorrere così tanta strada assieme a noi in sella ad una mountain bike.
Alla fine tutto è stato perfetto e si è svolto come da copione. Denis ha fatto un milione di fotografie, io mi sono sgolato tra risate e "Dai movite!" fino al 20^ chilometro quando sono passato alla mia ormai celebre modalità "insegui, raggiungi, sorpassa". Con il cervello obnubilato dalle endorfine ed ossessionato da un tipo con la maglietta gialla che ci aveva sorpassato qualche decina di chilometri prima ho iniziato una cavalcata solitaria che pensavo fosse di 5, speravo fosse di 3 ed invece è diventata di 7 km.


Arrivato sotto il gonfiabile, dopo aver portato a termine i sorpassi che mi ero prefisso, mi ritrovo decisamente provato ed abbraccio mia moglie che mi ha sostenuto indefessa per tutto il tempo, incitandomi a non molare.

Promossa, quindi, a pieni voti questa esperienza di vita. Arriveremo sicuramente più preparati e meno rapito dalla sorpresa alla prossima edizione che ci vedrà, per quando mi riguarda di nuovo protagonisti per i sentieri del litorale adriatico.
Arrivederci Cervia.

Let's run4fun.











martedì 12 aprile 2016

10/04/2016: 2^ Rovigo Half Marathon. Rovigo (RO).


Sembra una fotocopia dello scorso anno... ed in un certo senso lo è.
Come lo scorso anno questa bella competizione ha segnato il mio rientro alle gare dopo una lunga, troppo lunga, sosta; come lo scorso anno una splendida domenica di sole ci ha accolti assieme ad una città festante e ben disposta, nonostante i disagi che una gara podistica che si snoda per le vie del centro, inevitabilmente, porta al traffico ed alla logistica in generale. 
Formazione dei run4fun al super completo per questo 2016. Io, Cristiano e Denis accompagnati da Andrea ed Alice, senza nessuna velleità cronometrica dato che ogni uno di noi ha attraversato, a modo suo, un periodo sportivamente piuttosto complicato.
Nonostante ciò l'adrenalina scorre copiosa nelle mie vene, il perché non lo so, ma ho scoperto questa domenica che oltre a non essere il solo che "soffre" di questa strana sindrome(vero Alice!?), la cosa mi fa veramente sentire "vivo e calciante", come cantavano i gloriosi Simple Minds.
Una volta consegnate le borse, scambio quattro chiacchiere con gli amici podisti che, vedendomi con il pettorale spillato sulla maglietta, si sperticano il lodi e pacche sulle spalle con gli occhi spiritati manco avessero visto la Madonna di Lourdes mettersi le dita nel naso.
Al via, Denis, Andrea ed Alice scappano impostando un ritmo diverso da quanto concordato, io resisto alla tentazione di seguirli e mi assesto con Cristiano ad una andatura che ci permette di chiacchierare ma, essendo partiti molto indietro, anche di sorpassare costantemente i runners che ci precedono.
Chiacchiero un po' con tutti. Con il mio compagno di corsa, con altri podisti conosciuti e sconosciuti, con la gente che timidamente si affaccia sulla soglia del portoncino di casa esortando altrettanto timidamente, i propri figli a dare "il 5" ai corridori in transito. Cristiano mi invita con insistenza a far gara per conto mio, rifiuto più vote l'invito sempre con meno decisione fino a rompere gli indugi al 12-esimo km, lasciandolo come se avessi dovuto fare una capatina più avanti per vedere se trovo un amico e poi ritornare di li a poco. 
Alcuni minuti dopo trovo Denis; mi avvicino sornione e gli assesto una pacca sul culo ... e una al morale. Chiedo informazioni su Andrea ed Alice, che lui dichiara essere vicinissimi. Prendo quindi il  coraggio a "due piedi" e parto al loro inseguimento. Li raggiungo al 17-esimo chilometro, tronfio ma indeciso sul da farsi. Sento che ho ancora qualche cosa da dare, ma nel frattempo ascolto le minacce dei miei piedi... poi vedo i palloncini dell'ora e cinquanta ed il mio cervello va in corto circuito ed entra in modalità "raggiungi e sorpassa". 
Incitato da Andrea raggiungo lo sparuto gruppo al seguito dei pacers e, sprezzante del rischio che sapevo di correre, proseguo nella mia cavalcata solitaria verso il traguardo.
Sotto l'arco il mi orologio segna 1h.49'.32" , il mio cuore deborda di gioia e cerco con lo sguardo qualcuno con cui condividere la mia soddisfazione. Trovo Michele che si complimenta con me e poi , via via, tutti gli altri, in un turbine crescente di scambio di tempi in cui l'unica cosa che vuoi è dire al prossimo che sei arrivato ...magari prima di lui. 
Che giornata!!
Let's run4fun.







venerdì 7 agosto 2015

20/07/2015: Filosofia da bar sport, in una rovente estate italiana. Porto Viro (RO).


Ci sono momenti nei quai sei preso da mille impegni, la frenesia, l'ansia da prestazione (e non intendo quella sessuale) non ti permettono di soffermarti sul significato di quello che in quel momento stai cercando faticosamente di portare a temine. 
Che sia un lavoro, un titolo di studio, un progetto particolare ... tutto quello che occupa un parte del tuo tempo, una frazione seppur infinitesimale della tua vita ha un significato, uno scopo, una missione ben precisa che, dicevo, talvolta rischia di non essere più riconoscibile.
Così ti ritrovi a fare il punto della situazione, a tirare delle inopportune e premature somme su quello che hai fatto, che stai facendo o che ti riprometti di fare nel prossimo futuro.
Tra gli addendi, inevitabilmente, finisce anche questo blog, questo coacervo di pensieri più o meno significativi, questo fiume di parole dove il comune denominatore è lo sport e l'amicizia.

- "Ha senso spendere tanto tempo e tante riflessioni su questa pagina virtuale? Quale è il famoso fine a cui votare tanta passione?"

Non esiste una risposta, o perlomeno non esiste una risposta "giusta" alle domande in questione. 
Lo scopo di tutte le nostre fatiche è, spesso ed un po' egoisticamente, la spasmodica ricerca della "felicità", di quel piccolo benessere interiore che ogni uno di noi trova in posti e modi diversi. 
Le emozioni vissute durante le gare, il piacere di trovarsi in compagnia di persone che condividono la tua stessa passione ti avvicinano a quell'euforia che ti spinge, come una droga, a cercare ancora quei brividi, quelle sensazioni. 
Ecco che magari decidi di scriverle, di provare a fissare quegli istanti, quella fatica, quelle risate; un po' perché vorresti che un giorno, rileggendole, potessero tornare ad affollare la tua mente, a drogare il tuo cervello, un po' anche per esercizio di stile, per metterti ulteriormente alla prova, per vedere se quei brividi possono percorrere anche la spina dorsale di un tuo eventuale lettore.
Poi, ogni tanto, incontri qualcuno che ti dice che legge con assiduità i tuoi scritti e ti ringrazia perché quelle emozioni che tu hai mescolato con le parole, sono emerse dalle righe e lo hanno travolto, drogato, fatto sognare ... e allora capisci che la risposta alle tue domande è :"Si, ne vale la pena!". Perché il piacere di donare, siano pure soltanto emozioni, è una gratificazione senza prezzo!

Let's run4fun



lunedì 25 maggio 2015

23/05/2015: 5^ MOONLIGHT HALF MARATHON. JESOLO (VE)



Quello che mi accingo a scrivere è il post numero 101. Non ricordo tutte e cento le gare disputate ma sono sicuro che in tutte mi sono divertito, che in tutte ho messo passione, fatica, impegno ma anche gioia di vivere e piacere di stare con gli amici; sono certo che ogni una delle cento competizioni a cui ho preso parte ha scritto una piccola ma preziosa parola nel meraviglioso romanzo della mia vita.


Bene. 
Dopo questo preambolo strappalacrime voglio raccontarvi la mia mezza di Jesolo, gara che mi ha visto partecipare in varie vesti in quasi tutte le sue cinque edizioni, ma che quest'anno mi ha regalato delle soddisfazioni insperate.
Le premesse non  erano delle migliori, da una settimana non facevamo altro che guardare le previsioni del tempo sperando che quelle dannate nuvole con la "goccina" previste per sabato 23 sparissero dallo schermo lasciando il posto ad un bel sole. Come spesso accade, però, quando le aspettative non sono altissime è facile che esca qualcosa di buono sulla ruota della soddisfazione. Ed è stato così che da quello che ci aspettavamo fosse un durissimo e bagnatissimo sabato sera è uscita una delle più belle giornate di sport e divertimento, da che ho memoria di podista.
Partiamo poco prima delle 14:00 carichi di speranze come le nuvole sopra le nostre teste lo erano di pioggia, ma noncuranti e baldanzosi come delle reclute in libera uscita.
Autovettura al gran completo con me alla guida, Denis a fare da navigatore e dietro, strettini ma felici di esserlo, Paolo, Francesca ed uno stanchissimo Andrea. Una volta recuperati Marco e Mike, che viaggiavano su di uno "sprintosissimo" pandino rosso, ci lasciamo cullare dalla radio e dal ritmo dei tergicristalli fino a destinazione senza particolari intoppi.

La lunga fila per il ritiro dei pettorali non ci spaventa, né tanto meno ci preoccupiamo quando ci "rifilano" il pass per l'autobus con stampato sopra un orario talmente improbabile che sarebbe servita la macchina del tempo per salire sul quel mezzo. Facciamo tutto con la calma dei veterani, quelli che, tanto, sanno già come va a finire... e la cosa ci fa sentire veramente bene.
L'unica novità, ed imprevisto per noi, era la nuova zona partenza spostata quest'anno alla diga di Punta Sabbioni, location, questa, a cavallo tra la meraviglia della laguna con vista su Venezia e la desolazione del cantiere del Mose. 
Ci raggiungono di li a poco anche Gianluca, Michele, Enrico, Walter, Emiliano ed altri amici del G.P. Avis Taglio di Po, siamo veramente in tanti questa sera e, fortunatamente, qualcuno lassù ci vuole davvero bene,dato che facendo magicamente smettere di piovere ci risparmia 2 ore di attesa sotto l'acqua, cosa che avrebbe fiaccato il morale del più ottimista e convinto dei runners.

Partiamo in perfetto orario, 4000 cuori che battono all'unisono ogni uno con in testa, e nelle gambe il proprio obiettivo. Il mio è quello di migliorare quell' 1.44.37 dei Dogi, Denis vorrebbe correre una bella gara regolare, senza cedere alla tentazione di fermarsi, Andrea si sente bene e punta al suo personale, Francesca e Paolo non lasciano trapelare nulla.
Mantengo volentieri la promessa fatta al mio amico Denis già da qualche giorno, e così ci troviamo a "veleggiare" senza troppa fatica nella nostra target zone prevista per questa gara tra i 4.45 e i 4.50 min/km. Noto con piacere, ed anche con un pizzico di incredulità, che il mio socio non molla il colpo e con respiro cadenzato e passo spedito mi tallona e spesso mi precede. Il "patto" prevede lo svincolo dalle promesse di mutua assistenza dopo il 15esimo chilometro; conosco bene questa strategia che più di una volta mi ha dato parecchie soddisfazioni anche se non dal punto di vista cronometrico, ed infatti, anche stavolta, arriviamo al momento di fare gara individuale in ottimo stato tanto che nessuno dei due riesce ad allungare in maniera significativa. Sarà il cavalcavia sul fiume Sile, indicato dal programma come il punto più duro del tracciato, a fare da spartiacque nell'evolversi della competizione. Lo affrontiamo entrambi con grinta e vedendo davanti a se uno dei nostri amici del gruppo, Denis accelera per sorpassarlo assestandogli un gancio morale che, scopriremo più tardi, faticherà a smaltire. Io lo marco stretto e durante la discesa ho il timore di vederlo scappare via. Come quando, da ragazzo ero in sella al mio Bravo Piaggio, giro la levetta della miscela su "Riserva" e provo ad assestare una zampata più psicologica che fisica al mio compagno d'avventura impostando un' andatura attorno ai 4.25 min/km. La mossa funziona, Denis rallenta mentre io mi sento letteralmente un treno ad alta velocità lanciato a 300 km/h ed inizio un 4000 con la freccia perennemente  accesa sorpassando, complice una partenza nelle retrovie, decine di corridori. Arrivo al traguardo, inforco la medaglia e dopo qualche attimo torno sui miei passi per vedere l'arrivo di Denis, 56 "lunghissimi" secondi dopo il mio. 

Stanchi ma felicissimi, girovaghiamo un po' per recuperare vestiti e forze, aspettando l'arrivo di Francesca e di Paolo e curiosi di incontrare il nostro "panettiere volante", per chiedergli come abbia concluso la sua gara.
Alla fine Andrea sarà il migliore di tutta la compagine del G.P. Avis Taglio di Po, chiudendo qualche secondo dopo l' 1.29. Stellare! Un 1.44 e spiccioli per Francesca e un soddisfacente 1.47 per Paolo. 
Chiusura con Bio-Pizza, mangiata dopo un involontario scarico defaticante  di altri 3 km per il corso di Jesolo che ho scoperto essere divenuta una sorta di Las Vegas d'italia, dato l'anormale ed esorbitante numero di addii al celibato/nubilato che vi si celebrano.
Arrivederci Jesolo.

Let's run4fun

lunedì 18 maggio 2015

17/05/2015: 1^ Corri in Sacca. Porto Tolle (RO).





Era partito tutto un po in sordina e questa sensazione, a cavallo tra l'esclusività e l'ignoranza ha pervaso tutta questa bellissima giornata trascorsa nel "MIO" delta del Po.

Fatico a fare una cronaca distaccata ed obiettiva di quella che non è stata, e non voleva nemmeno essere, una gara podistica ma un viaggio, una esperienza sensoriale dentro il nostro magnifico delta e dentro ognuno di noi, che ci ha permesso di ritrovare la consapevolezza di vivere, a volte colpevolmente ignari del fatto, in uno dei posti più belli d'europa.

Ci ritroviamo, io e mia moglie, Denis e signora, Andrea purtroppo orfano della moglie, Paolo e Filippo con moglie e figlia,  poco più tardi delle 8 di mattina, nella piazza principale del comune di Porto Tolle. 
Eravamo già stati informati sulla necessità di prenotare con anticipo per poter usufruire dell'escursione nelle acque del grande fiume, piatto forte del ricco programma giornaliero, e quindi con calma abbiamo iscritto noi, mogli e figli, alle rispettive iniziative, chi la corsa di 11 km e chi la camminata di 8.


il viaggio in barca è stato meraviglioso. Complice una giornata di deciso stampo estivo e l'allegra compagnia, l'ora che ci separava dalla partenza situata dietro il comune di Porto Tolle, all'attracco in località Bonelli, è letteralmente volata. Filippo, che in questi luoghi ha lavorato a lungo, ci faceva da cicerone, spiegando a noi e agli altri compagni di viaggio, i posti i nomi dei rami del fiume e le opere idrauliche che incontravamo lungo il percorso. 
Una volta giunti a destinazione la puntuale organizzazione curata dal Gruppo podistico Porto Tolle, ci ha accompagnati fino alla locale azienda agricola dove era stata allestita la partenza.


Saranno 11 chilometri durissimi, corsi sotto un inaspettato sole cocente, mitigati solo dalla bellezza del paesaggio circostante. Come al solito il mr. Hyde che alberga nella mia testa, ha la meglio sul dr. Jakyll e così non riesco trattenermi dal dare tutto quello che posso dare, nonostante la gara sia una non competitiva e che tutti i miei amici decidano di fare corsa assieme. Dopo un avvio cauto, assieme ad Enrico, al quinto chilometro rompo gli indugi e provo ad andare a riprendere qualcuno che mi precede. Dopo due o tre sorpassi non mi rimane che una cavalcata solitaria verso l'arrivo posizionato nella magnifica oasi faunistica di Ca'Mello.
All'arrivo il meritato ristoro e, dopo aver aspettato l'arrivo del resto del gruppo, due ottimi piatti di risotto concludono questa splendida giornata in attesa che l'autobus, messoci a disposizione dalla pro loco, ci accompagni alle nostre macchine.

Un'esperienza trasversale che ripeteremo sicuramente nella prossima edizione, nella speranza che le buone idee anche se talvolta poco valorizzate, possano gettare il seme per nuovi progetti come questo, in un futuro non troppo lontano.

Let's run4fun.

  



venerdì 24 aprile 2015

19/04/2015:15^ Camminata dell'asparago. Mesola (FE).

La sveglia suona di buon'ora nonostante la domenica, ma devo dire che faccio volentieri questo sacrificio purché il mio piede mi conceda ancora il lusso di infilare le scarpe da corsa e affrontare qualche manciata di chilometri.

La strada da aggredire, stavolta, è quella della ridente Mesola che, come di consueto, complice una bella giornata primaverile, ha organizzato con successo la 15a camminata dell'asparago.

Questa domenica, non voglio pensieri, mi faccio venire a prendere da Andrea e Denis e mi lascio trasportare dalla corrente come una foglia secca in balia dei flutti.
Arriviamo a Mesola con sufficiente anticipo per permettermi di ricucire le mille relazioni social-podistiche che due anni di assenza hanno inevitabilmente, ma non irrimediabilmente, compromesso, nonostante ciò tra saluti e pacche sulle spalle l'ora dello start arriva con sorprendente sollecitudine . 

Il programma, studiato a tavolino con Denis, era quello di mantenere un passo constante fino al settimo chilometro facendo una corsa parsimoniosa, per poi accelerare e dare fondo alle energie residue senza l'obbligo di aspettarsi reciprocamente.
Tutto ha funzionato alla perfezione, corro 7 km assieme al mio "socio" e poi "scalo la marcia" sperando che lui mi segua, cosa che malauguratamente non accade e mi trovo quindi a gestire in solitaria la mia "piccola" rimonta, fatta di colori magliette delle persone che mi precedevano e che puntualmente supero sbuffando come una locomotiva.
Il traguardo sembra non arrivare mai e quando, alla fine, passato il sottopasso lo stradone alberato mi lascia scorgere il gonfiabile della finish-line lo sbuffo diventa un rantolo, do fondo alle ultime energie improvvisando un testa a testa, che vincerò, con il runner che mi precedeva. Fermo il cronometro a 49 minuti e spicci, ben lontano dai 46 e rotti del 2012, ma abbastanza buono per considerare quello di oggi un onorevole rientro sulle brevi distanze.


Denis, che ha mantenuto un' andatura costante arriva dopo pochissimo, mentre il "fornaio volante"  Andrea, che quest'anno sembra proprio appartenere ad un'altra categoria, chiude attorno ai 44 secondi.
Buone corse a tutti.
Let's run4fun!