martedì 11 aprile 2017

02/04/2017: 3^ROVIGO HALF MARATHON. ROVIGO (RO)

Non c'è due senza tre.

E' la terza volta che corro questa mezza maratona di Rovigo ed ogni volta ho l'impressione di correre tra amici, quasi come l'allenamento collettivo mi metà settimana.
L'ho vista nascere, crescere e mi sento quasi come un padre che vede la propria figlia diventare grande e camminare, anzi correre, con le proprie gambe.

Il meteo, a modo suo, è stato clemente: cielo coperto con solo qualche fastidiosa raffica di vento di troppo nei tratti extraurbani.
In formazione ridotta, per l'assenza forzata dell'amico Denis, io e Cristiano ci apprestiamo a correre questa mezza con un preciso obiettivo cronometrico (1h:45'), target condiviso anche dal buon Gianluca. 
Obiettivo che pur sembrando ampiamente alla portata, risulta essere decisamente impegnativo per tutti e tre a causa della carenza di chilometri percorsi.

Il clima è comunque da giornata di festa. Ci prepariamo con calma e mentre camminiamo fermandoci a scambiare 2 parole con decine, che dico, centinaia di persone, ci lasciamo "cullare" dagli eventi che ci trasportano, con una serie di automatismi e rituali, lentamente, verso la linea di partenza.

Pochi minuti prima dello start, Cristiano si accorge di non aver spillato il numero sulla maglia, lo invito ad andare a recuperarlo mentre cerco un anfratto per le ultime gocce di pipì.
Purtroppo, la ressa è enorme, ed il tentativo di ritrovare la sua maglia gialla tra la folla dei partenti è vano. Mi accodo al Gian ed insieme cerchiamo di farci largo nella calca per poter partire da una posizione decente.
Al contrario delle passate edizione quest'anno niente conto alla rovescia ed il fiacco sparo dello starter sancisce l'inizio della mia terza Rovigo HM.

I primi km scorrono lenti. Formiamo un gruppetto compatto, con i cui componenti ( io, Gianluca, Andrea Biasioli ed Andrea Girello), veleggiamo ad andatura di crociera con l'obiettivo di raggiungere i palloncini dell'ora e quarantacinque. 
Poco prima dell'undicesimo, il nostro obiettivo è raggiunto e ci assestiamo "al riparo" dietro il gruppone che si forma sempre in coda ai pacers.
All'altezza del quattordicesimo chilometro, in anticipo sulle mie previsioni, rompo gli indugi e provo ad allungare, sorpasso l'ideale (non troppo a dire il vero) muro formato dai ragazzi con il palloncino sulla spalla,  cerco la fuga solitaria. Nessuno dei miei compagni di ventura accetta però passivamente questo mio azzardo e tutti si mettono all'inseguimento.
Dopo una manciata di chilometri dove il mondo sembrava sorridere, arriva inesorabilmente il momento in cui la distanza che hai percorso in allenamento diventa determinante ed il tuo corpo, cominciando dalle gambe e finendo al cervello, con un passaggio obbligato per i polmoni, presenta il conto. 
Il cameriere, per me, arriva al 18esimo. 
Una piccola salita, seguito dall'aggancio da parte di Biasioli, prendono a schiaffi la mia autostima e mettono due ideali macigni legati alle mie caviglie ed una spirale di pessimismo sembra volermi trascinare a picco.
Poi succede qualcosa, non saprei dire cosa. Forse percepisco segni di stanchezza da parte di Gianluca ed Andrea, che mi precedono di qualche metro, o forse il mio corpo decide che è giunto il momento di giocare il jolly, fatto sta che recupero metri e piazzo una zampata con un ventesimo chilometro a 4.30/km, stringo i denti per tutto l'interminabile 21esimo, urlando e sbuffando come un porno divo in pieno orgasmo, suscitando la curiosità, e l'ilarità, di spettatori e runners.
Finisco poco sotto l'ora e quarantatre tallonato da Andrea e Gianluca e da Girello. Cristiano arriva qualche minuto dopo, stanco ma soddisfatto della sua prestazione che non si attestava su questi ritmi da tempo immemore.
Ci ristoriamo con dovizia, chiacchierando delle nostre rispettive prestazioni. 
Troviamo gli altri amici del gruppo Avis Taglio di Po che ci raccontano di tempi per me inimmaginabili... con un velato senso di inadeguatezza, ma con la convinzione di poter dare ancora qualcosa ci apprestiamo a concederci una doccia nel vicino studio di Walter sognando di fermare anche noi, un giorno, il cronometro prima dell'ora e trenta.

Let's Run4Fun.




giovedì 23 marzo 2017

19/03/2017: 1^ gran fondo Cittìà di chioggia. Isola Verde, Chioggia (VE).





Le nuove esperienze.
Alcuni anni fa , non tantissimi a dire il vero, era usanza da parte di alcuni padri particolarmente attenti allo sviluppo psicofisico dei figli, accompaganare i nuovi uomini a formarsi e a formare la propria esperienza, squisitamte sessuale,  con le donne, in bordelli più o meno squallidi a seconda delle disponibilità economiche della famiglia.
Oggi, Gianluca ed Enrico, hanno vestito questo ideale ruolo, educativo ed istituzionale, nei confronti di un "giovane" ed inesperto uomo che si affacciava per la prima volta al roboante mondo delle competizioni in Mountain Bike. Me.

Davvero nuova l'esperienza di questa domenica e, come tutte le prime volte, mi sento goffo, fuori luogo e anche leggermete frastornato.
E' davvero lontana la sicumera che geralmente ostento durante la fase preparatoria delle gare podistiche. Sicucurezza che deriva dalle centinaia di gare disputate, dalle migliaia di chilometri percorsi, a piedi o anche in macchina per spostarsi e portasi sui luoghi delle competizioni. 
Gesti, operazioni, malizie, che ti permettono di sapere come gestire gli spazi, come ottimizzare i tempi e di sapere esattamente cosa è meglio fare in ogni determinato istante perchè sono cose che hai già sperimentato, per le quali, magari, hai già sbagliato ed imparato dagli errori commessi.
Oggi, nessuna certezza, nessun automatismo. Occhi sgranati che si chiedevano cosa fosse meglio fare: Ci cambiamo subito? Andiamo fin la in bici? Ma il giacchino tu, lo tieni? Farà caldo vestiti così?
Tanta insicurezza, ha giocoforza qualche ripercussione; ed infatti nel vagare alla ricerca del luogo deputato alle iscrizioni, con negli occhi la meraviglia del bambino al luna park, ma con la grazia di un elefante in una cristalleria, ho commesso il classico errore del principiante... una volta individuato il banchetto delle iscrizioni, ed accortomi che lo stavo per passare ho frenato in maniera repentina senza ricordarmi delle "fottute" scarpette agganciate ai pedali e facendo uno spettacolare ruzzolone sull'asfalto che, francamente, ha fatto più male al morale e alla bici, che al resto del corpo.

Cominciamo male, ho pensato. Freno posteriore fuori uso e "gara" potenzialmente finita per me. 

I demoni della sfortuna svolazzavano sopra la mia testa come gli uccellini dei cartoni animati Disney quando gli incauti protagoisti prendono una botta in testa, poi la carica Zen di Enrico mi viene in soccorso, con la promessa di un cameratesco patto di non belligeranza, con la consapevolezza che eravamo li per fare i "cicloturisti" e rassicurato, inoltre,  dagli organizzatori che descrivevano il percorso come semplice e pianeggiante, decido di godermi lo stesso la "mia" domenica in sella con il solo uso del freno anteriore.
Il resto è puro divertimento, senza l'assillo del cronometro ma con la prospettiva percorrere 50 km di sterrato tra argini, orti, una piccola frazione del bosco Nordio ed un inspettato finale addirittura sulla spiaggia di Isola Verde. 

Chiudiamo il percorso in poco meno di 2 ore e mezza, poi ci prepariamo per gustare un succulento pasta party, commentando felici la nostra impresa, consapevoli ed orgogliosi, come i giovani adolescenti una volta usciti dalla case chiuse, di essere entrati a far parte del mondo dei "grandi".

Let's Bike4Fun

 

sabato 11 marzo 2017

26/02/2017: Festa del Cross. Nove (VI)

"La prova del Nove".
Era atteso, questo appuntamento, da parte di tutto il gruppo dei crossisti del G.P.avis Taglio di Po.
La stagione comincia a migliorare e alle rigide mattinate delle prime edizioni di Gennaio oggi si è sostituito un tiepido ma deciso sole.
Gianluca si è offerto di farci da autista dopo aver caricato Enrico e Patrizio abbiamo puntato la prua in direzione NOVE, ridente paesino  della provincia di Vicenza.
Una volta individuata, non senza qualche difficoltà, la zona deputata per la gara, abbiamo parcheggiato nelle vicinanze e ci siamo organizzati per le operazioni pre-gara. Uno spiazzo a pochi metri dalla partenza ci è sembrato perfetto per stendere il nostro telo cerato e creare la "base operativa" del gruppo, che nel frattempo di era infoltito con altri crossisti che arrivavano alla spicciolata.
Pochi minuti per saggiare il terreno e tentare un cambio chiodi volante ed è già giunta l'ora dello start.
Il campo di gara, ricavato nel greto del fiume brenta, è davvero meraviglioso. Magari non troppo tecnico con una sola salita/discesa di qualche metro, ma ricco di curve e insidie di ogni tipo.
Gianluca e Patrizio mi guardano con lo sguardo di chi ha un conto in sospeso. L'essere arrivati dietro la domenica precedente a Massa Fiscaglia li infastidisce non poco, e meditano una rivincita da consumare tra l'erba ed i picchetti di Nove.
Il Gian decide che stavolta sarò io a fare l'andatura, mentre Patrizio, che millanta da anni la sua propensione per gli sterrati, se ne sta, silenzioso e concentratissimo, poco lontano.
Lo start, fragoroso, sembra dare il via alla corsa dei saldi del black Friday di walmart, ed il rischio di rimanere travolti è tutt'altro che remoto.
Troviamo, tutti e tre, il nostro posto nel modo e cominciamo, come al solito, una velocissima gara podistica che è, allo stesso tempo, una lenta guerra psicologica.
Io, stavolta parto forte, Gianluca mi tallona in maniera letterale, assicurandosi che tra di noi non ci sia mai più di un metro d'aria, mentre Patrizio medita una gara di rimonta.
Finito il primo di giro di studio del percorso, comincia la "giostra" dei sorpassi. Piccole accelerazioni per sopravanzare il podista che ci precede, magari prima di una curva per cercare di fare la traiettoria migliore e "rubare" qualche centimetro di tracciato. 
Patrizio è già lontano, per lui la sfida interna è già finita; Gianluca tiene tutto il secondo giro, poi in uno di questi strappi non riesce a tenere il passo e perde qualche metro. La guerra, almeno quella psicologia, miete la seconda vittima.

Enrico fa la sua gara, una volta vinto il timore di arrivare ultimo si piazza sui 5'/km e non molla un secondo. 
Alla fine ci divideranno poche manciate di secondi ma sicuramente ci hanno unito le allegre risate, la ricchissima aneddotica da viaggio ed il "panino onto" che ci siamo concessi in chiusura di mattinata.

Let's Run4Fun








mercoledì 22 febbraio 2017

19/02/2017: 4^ PROVA CIRCUITO DEGLI 8 COMUNI. MASSA FISCAGLIA (FE).


Oltre le aspettative.

La parola d'ordine di questa domenica di sport è stata senza dubbio questa.
Tutto è andato decisamente un gradino al di sopra dell'atteso.

La giornata è partita con la consueta "alzataccia". La gara era relativamente vicina quindi nella mia testa ero preparato ad un risveglio dolce ad un orario decente. Invece, vuoi perché l'amico Massimiliano si è offerto di accompagnarci in quel di Massa Fiscaglia, vuoi perché abbiamo deciso di prendercela con calma, la sveglia è suonata decisamente presto... oltre le aspettative.
Poco male, la borsa era pronta dal giorno prima e oramai il fisico da cinquantenne è più avvezzo alle sveglie mattutine che alla serate brave. Confortato da una sensazione di primavera incipiente, che a dire il vero è più una voglia di primavera, ho "farcito" la borsa con dell'abbigliamento decisamente leggero: pantaloncini, maglia a maniche corte,  tralasciando volutamente i fastidiosi bardamenti invernali come berretto e guanti. 
La giornata però si è rivelata inaspettatamente umida e fredda ( oltre le aspettative ) tanto da farmi rimpiangere la mia sfacciata voglia di caldo ed a costringermi a cercare un rifugio per poter sopravvivere alle fasi pre-gara, passando dal bar al teatro e cercando di rimanere vestito il più a lungo possibile.
Ad accompagnarmi in questa avventura tra le nebbie della bassa ferrarese questa domenica ci sono dei nuovi amici, assieme al buon "vecchio" Gianluca, correranno questo 6000 tirato anche Massimiliano ed Andrea, entrambi provenienti da altri sport ed avvicinatisi al podismo da relativamente poco e, tuttavia, ambedue estremamente veloci e competitivi.
Dopo qualche minuto di riscaldamento, scattata la foto di rito, ci prepariamo per questa nuova ed avvincente sfida. L'obiettivo, non dichiarato, ma abbastanza palese per me, era quello di riuscire a stare davanti a Gianluca e Patrtrizio. Ambizioso, certo, ma visto il mio attuale stato di grazia ( poco dolore al piede ) ci credo, e voglio provarci.
Ovviamente nessuno dei tre pensa di mollare l'osso tanto facilmente, ma ogni uno, nella sua testolina, pianifica la strategia da seguire.
Allo start, Gianluca prende letteralmente il volo, mente Patrizio decide di tallonarmi da vicino. Ho già visto Il Gian partire con quel piglio, la domenica precedente ad Abano è partito con lo stesso ritmo, cedendo poi sul finale... io spero, ardentemente, che oggi accada la stessa cosa.
Mi dimentico di Patrizio e, marco a uomo, Gianluca che non accenna a diminuire il passo e, anzi, dopo il primo km, dove corricchiamo imbottigliati, piazza un secondo chilometro a tutta, mettendo tra di noi qualche decina di metri di troppo.
Comincio a calcolare, quanto rimane e dove poter tentare di raggiungerlo. Non guardo mai il Garmin, non voglio lasciarmi condizionare o spaventare dall'andatura indicata da quei numeri maledetti, mentre vedo che ad un certo punto il Gian comincia a sbirciare con insistenza il proprio gps. E'il momento giusto! Scalo una marcia virtuale e gioco il jolly. Mancano poco più di 2 km e so che posso farli entrambi "fuori giri"... mi auguro solo che Gianluca non sia in grado di rispondere alla improvvisa accelerazione. Conosco il mio avversario e so che in un ipotetico arrivo il volata non avrei speranze, quindi devo portare l'attacco sulla distanza.
Lo supero. Trovo anche il coraggio d pronunciare un piccolo sfottò, mentre il  mio Garmin mi dice che mancano 1,5 km all'arrivo. Saranno i 1500 metri più lunghi della mia vita, trascorsi, cercando di trovare un millimetro cubo di aria in più, da far fluire nei miei esausti polmoni e con l'orecchio perennemente teso ad ascoltare qualsiasi avvisaglia di un ritorno dell'indomabile Gianluca.
Sono stanchissimo e gli ultimi 500 metri sono addirittura agonizzante e poco lucido, al punto che temo di inciampare in qualche tombino e perciò rallento vistosamente. Gianluca se ne accorge e parte con un tentativo di rimonta.
Massimiliano ed Andrea sono già arrivati da un pezzo, loro hanno fatto un'altra gara in competizione con gli atleti di vertice viaggiando ben sotto i 4' al km.

Arrivo, alzo le braccia la cielo in un gesto liberatorio e non ho nemmeno il coraggio, e la velleità, di guardarmi indietro per sapere di quanto sono riuscito a staccare il Gian. Mi accorgo, poi, che i metri erano davvero pochi... non avrei potuto rintuzzare il suo ritorno per molto e sono davvero felice per aver saputo resistere così a lungo con il motore "sbiellato"
Cerchiamo Patrizio con sguardo ma non lo vediamo immediatamente dietro di noi. Arriverà, sconsolato, qualche decina di secondi dopo, lamentandosi della tortuosità del percorso e della sua performance non all'altezza.

La media segnata sul cronometro, alla fine è di 4'e 13" /km decisamente...  oltre le aspettative!!

Lets'run4fun.